Aldo Mattia, deputato di Fratelli d'Italia, è al centro di una bufera politica per le sue dichiarazioni sul referendum sulla Giustizia in programma domenica e lunedì prossimi.
In un video diffuso sui social, lo si vede mentre, in un incontro pubblico, invita i suoi sostenitori a fare di tutto, compreso usare "il solito sistema clientelare", pur di spingere il Sì.
Aldo Mattia è un deputato di Fratelli d'Italia eletto in Basilicata, ed è responsabile nazionale agricoltura del partito.
Originario della Lucania, ha costruito la sua carriera politica proprio in Basilicata prima di approdare alla Camera.
Durante un incontro a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, ieri, Mattia ha esortato, microfono alla mano, dirigenti e simpatizzanti con queste parole sconcertanti:
Come dire: no limits pur di racimolare voti.
Sta di fatto che le sue parole, applaudite dalla platea, hanno scatenato critiche dall'opposizione e dal mondo giudiziario: M5S, Pd e Unicost le hanno definite "gravissime" oltre che incoerenti con la lotta alla corruzione promessa dal suo stesso partito di appartenenza.
In tv, il video è stato subito ripreso da "Otto e mezzo", la trasmissione di approfondimento politico di Lilli Gruber in onda su La7.
Questa sera, vedeva ospiti, tra gli altri, Marco Travaglio e Paolo Mieli. Il direttore del Fatto ha colto l'occasione per dire che ora si aspetta l'espulsione di Aldo Mattia da Fratelli d'Italia, mentre Paolo Mieli ha definito il parlamentare col termine "pescivendolo", pur specificando che il merito del referendum rimane intatto.
Le frasi di Mattia hanno subito evocato il caso di Vincenzo De Luca nel 2016, durante la campagna sul referendum costituzionale Renzi-Boschi.
Il governatore campano promise "frittura di pesce per due mesi" a chi votava Sì nel corso di un comizio a Pontecagnano scatenando, come oggi, le accuse di clientelismo.
De Luca cercò di giustificare quella sua uscita infelice dicendo che si trattava di una battuta tipica della gente del Sud, ma fu sommerso da polemiche a livello nazionale, tanto che il suo partito - il Pd - fu costretto a dissociarsi, mentre il Movimento Cinque Stelle e la Lega lo bollavano come esempio di cattiva politica e voto di scambio.
In quell'occasione, ci furono anche delle indagini oltre che un richiamo dell'allora premier Matteo Renzi, preoccupato di mantenere una certa credibilità del suo fronte.
Sta di fatto che, oggi come ieri, l'uscita infelice di Mattia rischia di screditare l'intero fronte del Sì. Passano gli anni, ma il clientelismo emerge puntualmente come un modo di fare considerato normale in consultazioni importanti come quelle che mirano a cambiare la nostra Carta fondamentale.
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