È iniziata la settimana conclusiva della campagna referendaria per la riforma della Giustizia.
Mentre in Medio Oriente e in Ucraina la guerra prosegue, Tag24 ha fatto il punto della situazione con Paolo Del Debbio, conduttore di due talk molto popolari in onda su Rete 4, #4diSera e Diritto e Rovescio.
Il suo è stato un punto di osservazione privilegiato: tutti i giorni, infatti, Paolo Del Debbio, anchorman di Rete 4, ha visto da vicino l'evolversi della situazione su entrambi i fronti più caldi della politica italiana, quello interno del referendum sulla Giustizia e quello estero con la guerra in Ucraina e in Medio Oriente.
Ora, se avesse un euro da scommettere sull'esito della consultazione popolare di domenica e lunedì prossimi, lo punterebbe sulla vittoria del Sì o del No?
ha confidato il direttore. Come dire: la partita è apertissima tra i due fronti. Ma qual è la posta in palio?
In ogni caso: Del Debbio rimarca che il 2026 non è il 2016, che Giorgia Meloni non è Matteo Renzi che, dieci anni fa, da premier, si giocò tutto sul suo referendum costituzionale:
La premier, in effetti, ha slegato il destino del governo dall'esito della consultazione popolare di domenica e lunedì prossimi. Fatto sta che Del Debbio si augura che questi ultimi giorni di campagna referendaria si concentrino sul merito della riforma:
Ma c'è un uomo che, in queste ultime battute di campagna referendaria, potrebbe spostare quanto basta per far pendere il piatto della bilancia da un lato? Potrebbe essere Beppe Grillo, visto che, secondo alcuni sondaggi, fino al 20% dell'elettorato del Movimento Cinque Stelle voterebbe a favore della riforma?
Sta di fatto che il dibattito sul referendum rischia di essere oscurato da quello sulle guerre in atto in Ucraina e Medio Oriente. Secondo Del Debbio, gli italiani sono preoccupati per ciò che sta avvenendo?
Ma c'è da temere un allargamento del conflitto?
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *