L'Italia e l'Europa hanno detto di no alla proposta del presidente americano, Donald Trump, di una missione militare congiunta con la Nato per sbloccare lo Stretto di Hormuz, chiuso dall'Iran dopo l'inizio delle ostilità con Usa e Israele.
L'Europa e l'Italia non invieranno navi militari per 'forzare' il blocco, ne si proseguirà per la strada dell'ampliamento della missione navale Aspide nel Mar Rosso.
Acconsentire alle richieste del presidente statunitense avrebbe significato un coinvolgimento diretto nella guerra con l'Iran e un ampliamento del conflitto alla Nato, cosa che le potenze occidentali stanno cercando di scongiurare in tutti i modi.
Oggi sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, plaudendo alla posizione assunta dall'esecutivo italiano e esprimendo - cosa non scontata - critiche nei confronti della richiesta avanzata da Donald Trump.
Per Salvini l'Italia non ha scelto la guerra in Iran, che è stata una decisione unilaterale di Trump e Netanyahu. Ha avvertito che l'invio di navi militari nello Stretto di Hormuz da una qualsiasi delle potenze Nato avvicinerebbe il mondo alla terza guerra mondiale, perché porterebbe al coinvolgimento a catena di tutte le altre potenze.
L'articolo 5 della Nato prevede che in caso di attacco ad un Paese dell'alleanza, tutti gli altri membri debbano intervenire in sua difesa.
Ha detto il vicepremier nel corso di un'intervista ai microfoni di Rtl 102.5 in cui ha rimarcato:
Il vicepremier e leader della Lega critica la richiesta di Donald Trump agli alleati di inviare navi militari nel Golfo Persico per aiutare gli Usa a liberare lo Stretto di Hormuz, il cui blocco sta mettendo in ginocchio l'economia mondiale e causando una crisi energetica senza precedenti.
Blocco causato dall'offensiva militare lanciata insieme ad Israele contro il regime degli Ayatollah. E' ormai noto il ruolo strategico del canale che divide Iran e Oman e che è sotto il controllo di Teheran.
Lo stretto è chiuso da tre settimane, ovvero, dall'inizio dei bombardamenti di Usa e Israele e da allora solo pochissime petroliere e navi hanno potuto attraversarlo. Il regime iraniano sta utilizzando l'arma della crisi energetica per colpire l'Occidente.
Ha ribadito oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, rispodendo alle parole del presidente statunitense Donald Trump.
L'Italia "sta lavorando per porre fine a questo e ad altri confitti perché prima di aprire un nuovo fronte bisogna analizzare bene le conseguenze" ha chiosato il ministro che poi ha aggiunto:
L’ipotesi di un’escalation verso un conflitto globale a causa dell'eventuale invio di navi militari della NATO nello Stretto di Hormuz aumenterebbe sicuramente il livello di tensione e il rischio di incidenti diretti con l’Iran, soprattutto in un’area già altamente militarizzata e strategica per gli equilibri energetici globali.
Tuttavia, il passaggio da uno scontro localizzato a una vera e propria “terza guerra mondiale” non è automatico. Anche nel caso di attacchi a unità NATO, l’attivazione dell’articolo 5 richiederebbe una decisione politica condivisa tra gli alleati, lasciando spazio a valutazioni diplomatiche e tentativi di de-escalation.
Storicamente, situazioni di forte tensione tra grandi potenze sono state spesso gestite attraverso canali negoziali proprio per evitare un conflitto su larga scala.
In questo scenario, il rischio più concreto appare quello di un’escalation graduale: incidenti militari, ritorsioni mirate e un ampliamento regionale del conflitto.
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