18 Mar, 2026 - 11:23

Referendum sulla Giustizia, Travaglio scatenato contro la sinistra che vota Sì: "Casta padronale"

Referendum sulla Giustizia, Travaglio scatenato contro la sinistra che vota Sì: "Casta padronale"

Altro che elmetto! In queste ultime ore di campagna referendaria, Marco Travaglio sta indossando il colbacco russo-comunista per portare acqua al fronte del No per la riforma della Giustizia.

Anche oggi, il direttore del Fatto Quotidiano va ai matti per la sinistra che vota Sì.

E allora intitola il suo editoriale "Casta contro Carta".

Insomma: a quattro giorni dal referendum, non fa prigionieri.

Travaglio contro la sinistra che vota Sì al referendum sulla Giustizia

Ma cosa ha scritto nello specifico Marco Travaglio per delegittimare chi vota Sì e arriva dal campo della sinistra? Come al solito, il direttore del Fatto non va nel merito della riforma. Ma sul personale:

virgolette
Ci sono un sacco di politici, professori, (de)pensatori, (im)prenditori e ma(g)nager del centrosinistra che votano Sì

Tuttavia, Travaglio non ne è stupito:

virgolette
Oh bella, sai che stupore: sono 35 anni, da quando fu beccata a rubare da Mani Pulite, che l'intera Casta padronale sogna di demolire la Carta per mettere la giustizia sotto la politica e continuare a fare i suoi porci comodi impunita e indisturbata...

Beh, ammesso e non concesso che fosse così, il sistema della giustizia andrebbe cambiato, non difeso senza se e senza ma, ideologicamente, come fa lui...

Ma tant'è: per il direttore del Fatto, "anche questo voto, come tutti da vent'anni, non è fra destra e sinistra, ma fra Popolo e Casta".

Ma non sono i magistrati arroccati nel loro fortino una delle Caste più forti che resistono in Italia? E il "Popolo" che invoca, da chi è costituito? Da chi vota come dice lui? Gli altri non sono "popolo"?

Travaglio contro Vassalli e contro...la Costituzione

Fatto sta che Travaglio non fa prigionieri. Oggi, se la prende anche con il giurista che riformò il processo facendolo passare da inquisitorio (com'era stato impostato dal fascismo) ad accusatorio (come è in tutte le democrazie liberali).

Ma soprattutto, il direttore del Fatto, dopo aver detto di difendere la Costituzione, attacca l'articolo 111 della nostra Carta, quello che prevede il giusto processo, con il giudice parte terza davanti ad accusa e difesa. Lo stesso che la riforma Nordio vuole rafforzare con la separazione delle carriere.

virgolette
Negli anni Novanta e Duemila, mentre Berlusconi depenalizzava i suoi reati e mandava in prescrizione i suoi processi, il centrosinistra varava le peggiori riforme per incenerire anche i processi degli altri. Come se la giustizia non l'avesse paralizzata abbastanza il Codice di Giuliano Vassalli, pessimo ministro della Giustizia per conto di Craxi (...) che ora il Sì e il No si contendono manco fosse Giustiniano...

Ma è con l'articolo 111 che Travaglio oggi raggiunge il culmine:

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La boiata del nuovo articolo 111 della Costituzione (il famoso giusto processo) nacque nel 1998-1999 dall'inciucio bicamerale sul nuovo articolo 513 del Cpp che cestinava le prove di Tangentopoli: siccome fu raso al suolo dalla Consulta, destra e sinistra lo trasformarono in norma costituzionale. E senza referendum, perché lo votarono tutti, tranne Rifondazione. Infatti, l'opposizione a Berlusconi la facevano i girotondi in piazza, non i partiti in Parlamento...

E comunque: ora, chi da sinistra sostiene la riforma e voterà Sì domenica e lunedì prossimi, è "la solita compagnia di giro di intellettuali di corte, avvocati di partito e di clientela, sedicenti costituzionalisti giunti anche ai vertici della Consulta che trovano sempre qualche cavillo per giustificare le peggiori schiforme perché tengono famiglia e cattedra: gente che la Carta l'ha sempre odiata e coglie ogni occasione per demolirla..."

Non solo, per Travaglio:

"Poi, per fare numero, c'è qualche vecchio avanzo di craxismo e spesso di galera..."

Questa "è la famosa sinistra del Sì" secondo Marco Travaglio, il direttore alla guerra col colbacco in testa.   

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