18 Mar, 2026 - 14:55

A chi appartiene davvero lo Stretto di Hormuz? No, non è dell’Iran

A chi appartiene davvero lo Stretto di Hormuz? No, non è dell’Iran

Lo Stretto di Hormuz è da sempre uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo, ma con lo scoppio della guerra tra Iran, Usa e Israele si è trasformato in nodo strategico militare oltre che commerciale.

Situato in una posizione strategica tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, è attraversato ogni giorno – o almeno lo era fino al 28 febbraio scorso - da una centinaia di petroliere cariche di petrolio e gas naturale. Attualmente lo Stretto è bloccato dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele, con una paralisi del traffico energetico mondiale.

L’Iran, infatti, insieme all’Oman gestisce lo snodo marittimo nel Golfo Persico, ma non è di sua proprietà.

Comprendere a chi appartiene lo Stretto di Hormuz, dove si trova esattamente e qual è la sua situazione attuale è essenziale per avere una visione chiara del suo ruolo geopolitico e geografico.

Stretto di Hormuz a chi appartiene davvero?

Lo Stretto di Hormuz non appartiene a un singolo Stato in modo esclusivo. Si tratta infatti di una via d’acqua internazionale regolata dal diritto marittimo internazionale. Le coste settentrionali dello stretto appartengono all’Iran, mentre quelle meridionali sono condivise principalmente dall’Oman e, in parte, dagli Emirati Arabi Uniti.

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, lo stretto è considerato una via di transito internazionale.

Questo significa che tutte le navi, comprese quelle commerciali e militari, hanno il diritto di attraversarlo senza ostacoli, rispettando però le norme stabilite dal diritto internazionale. Di conseguenza, nessuno Stato può rivendicare il controllo totale dello stretto, anche se i Paesi costieri esercitano una certa influenza sulle acque territoriali adiacenti.

Stretto di Hormuz mappa: la posizione strategica nel Golfo Persico

Dal punto di vista geografico, lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman, permettendo l’accesso diretto all’Oceano Indiano.

La sua larghezza varia, ma nel punto più stretto misura solo 33 chilometri. Tuttavia, le corsie di navigazione effettive sono molto più ristrette, per garantire sicurezza e ordine nel traffico marittimo. Le principali rotte navali sono organizzate in due corridoi separati per l’ingresso e l’uscita delle navi, ciascuno largo pochi chilometri.

Sulla mappa, lo stretto si trova in una posizione chiave tra la penisola arabica e l’Iran, rendendolo un vero e proprio “collo di bottiglia” per il traffico marittimo energetico mondiale. Questa posizione geografica lo rende uno dei punti più monitorati a livello internazionale.

Stretto di Hormuz, ecco qual è la situazione attuale

Dal 28 febbraio, giorno del primo attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran, lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente interdetto alla navigazione delle navi considerate ‘ostili’ da Teheran. L'Iran sta utilizzando il blocco come leva strategica ed economica contro i nemici.

Lo scorso 14 marzo, Mohsen Rezaei ha ribadito che lo stretto "non verrà aperto" e nessuna nave americana potrà entrare nel Golfo, con transiti ridotti a poche unità non ostili e navi bloccate nel Golfo Persico, paralizzando ~90% del traffico (20% petrolio globale). Non si tratta di una chiusura totale che violerebbe il diritto internazionale, ma solo una “chiusura selettiva”.

Negli ultimi giorni il Presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto alla Nato di collaborare militarmente per riaprire lo stretto, ricevendo un rifiuto. Nelle scorse ore, la Casa Bianca, ha annunciato l’intenzione di procedere da sola per forzare il blocco di Teheran.

 

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