18 Mar, 2026 - 17:20

“Che prezzo ha una vita umana per lo Stato?”, in Commissione Covid ascoltato il Coordinamento danneggiati da vaccino

“Che prezzo ha una vita umana per lo Stato?”, in Commissione Covid ascoltato il Coordinamento danneggiati da vaccino

Continuano le audizioni della Commissione d’Inchiesta sulla gestione dell’Emergenza Covid. Nel corso dell’ultima seduta sono stati ascoltati i rappresentanti del Coordinamento Nazionale danneggiati da vaccino (Condav Odv) nell’ambito del filone di inchiesta sugli effetti avversi dei vaccini anti Sars-Co2.

Nelle scorse settimane la Commissione d’inchiesta ha, infatti, avviato le audizioni dei comitati delle vittime e dei danneggiati da vaccino. La scorsa settimana erano stati ascoltati i rappresentanti dell’associazione Ascoltami.

Commissione Covid, prosegue il ciclo di audizioni sui danneggiati da vaccino

Difficoltà nella segnalazione di eventuali reazioni avverse. Limiti della sorveglianza passiva e sottostima dei casi di effetti avversi. Difficoltà per il riconoscimento dei danni ai fini dell’indennizzo economico.

Sono queste le principali problematiche evidenziate nel corso dell’audizione di ieri, martedì 17 marzo, da parte dei responsabili del coordinamento danneggiati da vaccino, in relazione alle complicanze causate dai vaccini anti-Covid.

Tra le richieste avanzate dal comitato, oltre ad una revisione della legge 210, la legge a cui attualmente si fa riferimento nei casi di specie, anche il riconoscimento della malattia da sindrome post-vaccinale. Malattia, ad oggi, non riconosciuta.

Nel corso dell’audizione sono emerse anche criticità nella presentazione delle domande di indennizzo ai sensi della legge 210, quali ad esempio: difformità applicative sul territorio nazionale; richiesta di documentazioni non prevista; tempi di comunicazione delle risposte non uniformi. 

I referenti del Condav hanno chiesto alla commissione di approfondire le criticità evidenziate.

Buonguerrieri (FdI): “Emerse responsabilità gravi politiche, erariali e penali”

A far discutere, tuttavia, sono state le dichiarazioni dell’avvocato dell’associazione Condav, Mauro Sandri che, durante la sua relazione, ha parlato di una discrepanza tra quanto autorizzato dal Parlamento e quanto invece sarebbe stato fatto dal ministero della Salute in relazione alla somministrazione del vaccino Covid.

"Durante la pandemia ci fu una palese distonia tra il Parlamento e l’azione del ministero della Salute. Questo è quanto ha affermato oggi in commissione Covid l’avvocato Mauro Sandri, consulente della associazione Condav.”

Spiega la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione.

“Secondo la sua ricostruzione, il legislatore aveva autorizzato l’allora ministro Roberto Speranza a procedere con la campagna vaccinale mediante vaccini anti-Sars, finalizzati ad evitare il contagio, non con vaccini anti-Cov, i quali invece si limitavano a contenere la malattia e furono quelli somministrati ai cittadini italiani su disposizione ministeriale.”

Ha spiegato Buonguerrieri, che poi ha accusato:

“Da questo episodio deriverebbero responsabilità gravi di natura politica, erariale, penale in capo all'ex ministro Speranza che vanno approfondite".

“Il rapporto fiduciario tra legislatore e cittadino fu tradito durante la pandemia. Per questo risulta oltremodo importante il lavoro svolto dalla commissione Covid, per far luce su certe zone d’ombra e per sostenere la necessità di dare risposte agli italiani, soprattutto a chi ha subito danni di salute dopo essersi dovuto sottoporre a una vaccinazione promossa dalle istituzioni attraverso la menzogna”.

Ha commentato, infine, Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia e componente della commissione Covid.

 

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