19 Mar, 2026 - 07:16

Autocrazie in crescita, il mondo torna al 1978: anche gli USA perdono lo status di democrazia liberale

Autocrazie in crescita, il mondo torna al 1978: anche gli USA perdono lo status di democrazia liberale

L’ultima valutazione annuale dell’Istituto V-Dem dell’Università di Göteborg dipinge un quadro preoccupante per lo stato della democrazia nel mondo.

Il rapporto, che analizza gli sviluppi fino al 2025, mostra come il progresso democratico ottenuto dalla terza ondata di democratizzazione degli anni ’70 sia ormai "quasi del tutto svanito".

Il livello di democrazia è tornato ai valori del 1978, mentre le autocrazie continuano a crescere e a prevalere numericamente sulle democrazie.

La crescita delle autocrazie: il dominio sui paesi più popolosi

Secondo V-Dem, per il secondo anno consecutivo le autocrazie superano in numero le democrazie: nel 2025 sono 92 contro 87. Tra i 179 paesi monitorati, ci sono 57 autocrazie elettorali e 35 autocrazie chiuse, contro 31 democrazie liberali e 56 democrazie elettorali.

L’analisi dell’istituto rivela che la maggioranza della popolazione globale, pari al 74 per cento o circa 6 miliardi di individui, si trova attualmente sotto governi autoritari, con appena il 26 per cento che gode di regimi democratici. Cina, India, Indonesia e Pakistan, ovvero quattro dei cinque paesi più popolosi del mondo, rientrano tra le autocrazie.

Solo 600 milioni di persone, pari al 7 per cento della popolazione globale, possono ancora contare sui diritti e le libertà garantiti da una democrazia liberale.

Secondo il rapporto, il numero di paesi con orientamenti autoritari è salito dal 44 al 42. Tra i nuovi dieci paesi che mostrano segnali di deriva autocratica ci sono Cambogia, Croazia, Italia, Kuwait, Madagascar, Slovacchia, Slovenia, Togo, Regno Unito e Stati Uniti.

Stati Uniti: declassamento e regressione democratica

Tra i casi più eclatanti emerge il declassamento degli Stati Uniti, che per la prima volta in oltre 50 anni perdono lo status di democrazia liberale, retrocedendo a democrazia elettorale.

Il rapporto indica che la democrazia negli USA è tornata ai livelli del 1965. Il deterioramento verificatosi nel corso del secondo mandato di Donald Trump è definito come un fenomeno “senza precedenti nella storia moderna”.

Riguardo al secondo mandato di Trump, il rapporto sottolinea:

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Il secondo mandato del presidente Trump può essere descritto come un’accelerata e decisa concentrazione di poteri nella presidenza.

Secondo V-Dem, inoltre, i diritti civili, l’uguaglianza davanti alla legge e la libertà di espressione e dei media sono ai livelli più bassi degli ultimi 60 anni, mentre gli elementi elettorali della democrazia rimangono stabili.

Pochi segnali di democratizzazione: cambiamenti nei singoli paesi

La percentuale di paesi in fase di democratizzazione rimane contenuta: solo 18 nazioni, pari al 5 per cento della popolazione mondiale, mostrano progressi democratici. Tra i nuovi casi di democratizzazione ci sono Botswana, Guatemala e Mauritius.

Il rapporto V-Dem evidenzia come il mondo stia vivendo una fase di regressione democratica senza precedenti dagli anni ’70. La crescita delle autocrazie, l’indebolimento delle democrazie tradizionali e la concentrazione di poteri in alcuni paesi chiave, come gli Stati Uniti, delineano una tendenza globale preoccupante. Solo una ristretta minoranza di nazioni mostra segnali di democratizzazione.

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