Forse perché lui si sente parte di un'altra casta, quella degli intoccabili professoroni universitari che danno lezioni dall'alto delle loro cattedre magari all'insegna del "fate quello che vi dico, ma non quello che faccio", Tomaso Montanari, il rettore dell'Università per stranieri di Siena, ha postato sul suo profilo Instagram una foto della scritta:
E insomma: per lui che indossa i sandali da frate francescano, c'è da dire che questo passa il convento della sinistra ultrà.
Anche se poi, una volta scatenata una ridda di polemiche, il nostro ha tenuto a ridimensionare il tutto dicendo che scherzava. Che la sua era ironia.
Che tra il professor Tomaso Montanari e il presidente del Senato Ignazio La Russa non corresse buon sangue già si sapeva. Una decina di giorni fa, il rettore dell'Università per stranieri di Siena aveva incluso anche la seconda carica dello Stato tra i "banditi" che vogliono cambiare la costituzione con la riforma Nordio.
La Russa, per quell'uscita, ha annunciato una querela nei suoi confronti.
Ma, in questi ultimi giorni di campagna referendaria, Montanari è andato di nuovo alla carica pubblicando una serie di post in cui etichetta La Russa come fascista di cui bisognerebbe vergognarsi.
Più di uno torna sulla scritta: "Sogno una rissa con La Russa". Questo, ad esempio:
Montanari l'ha messa così:
Il rettore, quindi, si chiede:
E insomma: un professorone poteva esimersi dal dare le dovute bacchettate? A spiegare che siamo stati noi a non capire l'ironia della scritta "sogno una rissa con La Russa"?
Fatto sta che, ignorando anche gli inviti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non esasperare i toni della campagna per il referendum sulla Giustizia, la polemica tra Montanari e la destra (o meglio, sarebbe dire chi non la pensa come lui) continua.
Nel post in cui ha tentato di spiegare perché ha condiviso in una storia su Instagram la scritta "Sogno una rissa con La Russa", ha scritto anche questo:
E insomma: queste sono le lezioni del rettore. Che oggi, tra l'altro, si produce ancora su Instagram con un altro post che richiama sempre la polemica della scritta, con le lettere capovolte che richiamano la fine di Mussolini in piazzale Loreto
E insomma: bisogna fare attenzione, che per il professore sono fascisti tutti quelli che osano criticarlo.
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