19 Mar, 2026 - 12:30

Incredibile Montanari, posta una foto con la scritta: "Sogno una rissa con La Russa" (poi tenta di giustificarsi)

Incredibile Montanari, posta una foto con la scritta: "Sogno una rissa con La Russa" (poi tenta di giustificarsi)

Forse perché lui si sente parte di un'altra casta, quella degli intoccabili professoroni universitari che danno lezioni dall'alto delle loro cattedre magari all'insegna del "fate quello che vi dico, ma non quello che faccio", Tomaso Montanari, il rettore dell'Università per stranieri di Siena, ha postato sul suo profilo Instagram una foto della scritta:

virgolette
Sogno una rissa con La Russa

E insomma: per lui che indossa i sandali da frate francescano, c'è da dire che questo passa il convento della sinistra ultrà.

Anche se poi, una volta scatenata una ridda di polemiche, il nostro ha tenuto a ridimensionare il tutto dicendo che scherzava. Che la sua era ironia.

La provocazione di Montanari: "Sogno una rissa con La Russa"

Che tra il professor Tomaso Montanari e il presidente del Senato Ignazio La Russa non corresse buon sangue già si sapeva. Una decina di giorni fa, il rettore dell'Università per stranieri di Siena aveva incluso anche la seconda carica dello Stato tra i "banditi" che vogliono cambiare la costituzione con la riforma Nordio.

La Russa, per quell'uscita, ha annunciato una querela nei suoi confronti.

Ma, in questi ultimi giorni di campagna referendaria, Montanari è andato di nuovo alla carica pubblicando una serie di post in cui etichetta La Russa come fascista di cui bisognerebbe vergognarsi.

Più di uno torna sulla scritta: "Sogno una rissa con La Russa". Questo, ad esempio:

Montanari l'ha messa così:

virgolette
In queste ore si scatena ancora una volta la canea dei giornali neri e dei piccoli e grandi gerarchi, che mi accusano di “violenza” contro Ignazio Benito La Russa per aver qui condiviso, sulle storie, una allitterante, ironica scritta su un muro, fotografata e postata da un altro account: “sogno una rissa con la russa”. Una condivisione ovviamente autoironica, perché come è noto è stato il presidente del Senato, usando incredibilmente il suo portavoce istituzionale, ad annunciare di volermi trascinare in tribunale per le mie idee liberamente espresse e argomentate...

Il rettore, quindi, si chiede:

virgolette
Chi è che cerca la rissa? Siete lo zerbino dei padroni della guerra, i complici del genocidio di Gaza, i coltivatori dell’odio: e parlate voi di violenza per una scritta sul muro? Ma vergognatevi!

E insomma: un professorone poteva esimersi dal dare le dovute bacchettate? A spiegare che siamo stati noi a non capire l'ironia della scritta "sogno una rissa con La Russa"?

Montanari e la destra, polemica continua

Fatto sta che, ignorando anche gli inviti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non esasperare i toni della campagna per il referendum sulla Giustizia, la polemica tra Montanari e la destra (o meglio, sarebbe dire chi non la pensa come lui) continua.

Nel post in cui ha tentato di spiegare perché ha condiviso in una storia su Instagram la scritta "Sogno una rissa con La Russa", ha scritto anche questo:

virgolette
Di tutto, questa destra (dalla storia in ogni senso nera) dovrebbe parlare tranne che di violenza. Vogliamo ricordare un episodio a caso? Il Giovedì nero di Milano (1973), che vide proprio Ignazio La Russa presente, insieme tra gli altri al terrorista nero Maurizio Murelli, nella piazza degli scontri che provocarono, per mano fascista, la morte del poliziotto Antonio Marino. La sua presenza ai vertici della Repubblica è una vergogna permanente. È questa l'unica violenza, inferta alla memoria di tutte e tutti coloro che dettero la vita per liberare per sempre l'Italia dai fascisti e dalla loro violenza

E insomma: queste sono le lezioni del rettore. Che oggi, tra l'altro, si produce ancora su Instagram con un altro post che richiama sempre la polemica della scritta, con le lettere capovolte che richiamano la fine di Mussolini in piazzale Loreto

E insomma: bisogna fare attenzione, che per il professore sono fascisti tutti quelli che osano criticarlo.

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