19 Mar, 2026 - 14:00

Prezzi di benzina e gasolio, il governo taglia le accise ma l’opposizione attacca: “Misura elettorale”

Prezzi di benzina e gasolio, il governo taglia le accise ma l’opposizione attacca: “Misura elettorale”

Il governo corre al riparo contro il caro carburanti e vara un decreto straordinario per far fronte agli aumenti di benzina e gasolio alla pompa.

Un decreto d'emergenza varato nella serata di giovedì 18 marzo ed entrato in vigore questa notte, dopo la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Un taglio di 25 cent delle accise sulla benzina e di 12 cent. sul gasolio per i prossimi venti giorni per 'neutralizzare' i rialzi dei carburanti dovuti alla crisi nel Golfo Persico. 

Un decreto che ha immediatamente sollevato le critiche dell'opposizione che da giorni chiedeva a gran voce al governo il taglio delle accise e misure concrete contro l'aumento dei carburanti.

A far storcere in naso al centrosinistra, tuttavia, non sono state le misure varate da Palazzo Chigi - o almeno non solo quelle - bensì la tempistica scelta dalla maggioranza di centrodestra che ha annunciato le misure a  ridosso dell'apertura delle urne per il Referendum Costituzionale sulla Giustizia in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo.

Il governo ha, inoltre, anche già anticipato l'intenzione di varare ulteriori misure per rafforzare quelle già approvate entro sabato 21 marzo, quindi, nel bel mezzo del silenzio elettorale. 

L'opposizione ha immediatamente attaccato il governo parlando di 'decreto elettorale' e accusando Giorgia Meloni di aver varato un provvedimento 'tardivo' e inefficace solo a fini di 'propaganda'.

Lo scontro sul nuovo decreto carburanti è appena iniziato e difficilmente si esaurirà nel breve termine. 

Perché il centrosinistra critica il decreto carburanti del governo

Il centrosinistra contesta il decreto perché considerato "tardivo, temporaneo e inefficace".

Il taglio delle accise dura solo 20 giorni e, secondo Pd, M5S e Avs, non affronta strutturalmente il caro carburanti. Viene inoltre accusato di essere una "misura “spot” a fini elettorali", annunciata a ridosso del referendum.

Le opposizioni sostengono che il governo prima abbia beneficiato dell’aumento dei prezzi, incassando più entrate, per poi restituire solo una parte minima. 

Nel mirino, tuttavia, è soprattutto la tempistica: il provvedimento è stato varato a ridosso del referendum, alimentando il sospetto di un’operazione a fini elettorali
Secondo il centrosinistra, infine, mancano interventi più ampi e duraturi, come un meccanismo stabile sulle accise o misure di sostegno più incisive contro il caro energia.

Benzina alle stelle, il Pd accusa: "Spot elettorale a poche ore dal voto"

Le critiche più dure arrivano dal Partito Democratico. Il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, che parla di 'governo trucco' e 'propaganda elettorale' fatta con i soldi degli italiani. 

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''Il governo ha inventato un nuovo modello economico: uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari delle settimane scorse. In pratica prima incassi di più perché i prezzi salgono, poi restituisci una briciola e lo chiami intervento. Peccato che le accise mobili non funzionino così.

Ha dichiarato Boccia che poi rincara: 

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Se il governo fa sul serio, deve compensare subito gli aumenti già subiti e bloccare quelli che arriveranno. Il resto è la solita propaganda del Governo Meloni”. 

Dello stesso avviso, la capogruppo alla Camera, Chiara Braga, che sottolinea il ritardo con cui sono state varate le misure parlando di 'misura spot' utilizzata a scopo elettorale.

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Di fronte al caro carburanti, l’esecutivo tira fuori un taglio delle accise di 25 centesimi al litro per appena 20 giorni. Una misura fragile, che non affronta minimamente le difficoltà di famiglie e imprese: troppo poco e troppo tardi. Un taglio che dura 20 giorni non è una politica economica: è uno spot elettorale a poche ore da un voto che evidentemente il governo teme più di quanto faccia intendere. E solo uno spot il Paese non può permetterselo. 

Decreto benzina, M5S: "Ridicolo decretino referendario"

Il Movimento 5 Stelle parla di 'ridicolo decretino referendario'.

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L’ultimo Dl carburanti sfornato dal Governo Meloni è allora a maggior ragione un ridicolo tentativo di pannicello referendario, già mangiato dall’aumento dei prezzi sui mercati, assolutamente non in grado di aiutare famiglie e imprese di fronte al caro energia.

Si legge in una nota dei parlamentari M5S delle Commissioni Bilancio, Finanze e Attività Produttive di Camera e Senato. 

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Il Governo Meloni a pochi giorni dal referendum, risponde con un mini-decretino da poco più di mezzo miliardo, che è in realtà a costo zero, perché la cifra è pressoché identica a quella che il Governo ha messo in conto di incassare dall’aumento delle accise sul gasolio deciso nell’ultima Manovra: un aumento strutturale, quest’ultimo, contro un taglio delle accise temporaneo, quello deciso nel Dl carburanti approvato ieri sera. 

La tempistica viene evidenziata anche dal leader di Avs, Nicola Fratoianni:

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Che dire del decreto del governo sul caro carburanti? Innanzitutto fate con calma, che non c’è fretta : il decreto è arrivato nella tarda serata di mercoledì 18 marzo - peraltro con qualche legittimo sospetto che la tempistica abbia a che fare con altre ravvicinate ed importanti scadenze politiche elettorali per il governo Meloni e per il Paese - e arriva per una durata di soli 20 giorni. Davvero una bella scommessa.

Ha affermato Fratoianni ai microfoni di Rai3 nel corso di Restart.

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La verità è che siamo di fronte ad un intervento che rischia, per tempistica e per dimensione delle risorse , di non rispondere - prosegue il leader rossoverde - ai problemi che abbiamo di fronte. Problemi scatenati dagli amici di questo governo ma che però paghiamo tutti noi.

La senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, evidenzia come l'aumento delle accise sia stato originato dalla Legge di Bilancio del governo e che la guerra avrebbe solo aggravato.

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Gli italiani devono sapere la verità, ad aumentare le accise sul gasolio è stata Giorgia Meloni nella Legge di Bilancio. Poi sicuramente la situazione della guerra ha reso la situazione più difficile, ma l'origine è stato l'errore del Governo. Governo che oggi simula di prendere provvedimenti con un intervento che dura 20 giorni e che non sarà risolutivo. Questa è la verità, il Governo Meloni prova a fare un intervento perché di mezzo c'è anche il voto di domenica, ma in realtà i cittadini italiani rimarranno esattamente nelle difficoltà in cui sono.

 

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