La crisi energetica di Cuba si intreccia con le tensioni geopolitiche globali. Mentre l’isola affronta blackout diffusi e una grave carenza di carburante, nuove spedizioni di petrolio russo sono in viaggio verso i Caraibi, nonostante le pressioni degli Stati Uniti.
I dati sul traffico marittimo mostrano che grandi quantità di petrolio russo sono dirette a Cuba. L’isola è colpita da blackout e da una grave crisi energetica, aggravata dalle restrizioni degli Stati Uniti. Secondo i dati di Kpler, la petroliera Anatoly Kolodkin ha caricato circa 730mila barili nel porto di Primorsk. Ora è in viaggio verso Cuba. L’arrivo è previsto nei prossimi giorni.
La rotta delle petroliere russe verso Cuba evidenzia come la crisi dell’isola sia ormai inserita in un contesto internazionale più ampio, dove energia e politica si intrecciano.
La nave rappresenta uno dei principali tentativi di Mosca di sostenere Cuba in un momento di forte difficoltà energetica. Un’altra petroliera, la Sea Horse, avrebbe invece trasportato circa 200mila barili di gasolio, seguendo una rotta irregolare attraverso l’Atlantico verso i Caraibi.
Le spedizioni russe arrivano mentre gli Stati Uniti cercano di intensificare la pressione sull’isola. Dopo l'arresto del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, Washington ha interrotto le forniture di petrolio provenienti da Caracas e ha esercitato pressioni su altri paesi, come il Messico, affinché sospendessero le esportazioni verso Cuba.
Nelle ultime settimane Donald Trump ha adottato una linea dura. La retorica tra Washington e L'Avana si è inasprita dopo le dichiarazioni del presidente americano che ha affermato di aspettarsi di avere "l'onore di prendere Cuba". Le sue parole riflettono un’escalation politica che accompagna le misure economiche adottate contro il paese.
La situazione a Cuba resta critica. L’interruzione delle forniture di petrolio ha aggravato una crisi energetica con blackout diffusi e difficoltà nei servizi essenziali.
Secondo i dati disponibili, l’isola non riceve importazioni regolari di petrolio da gennaio, quando il Messico ha effettuato una delle ultime consegne. Da allora, le scorte si sono ridotte drasticamente rendendo sempre più urgente l’arrivo di nuovi rifornimenti. Le spedizioni russe potrebbero offrire un sollievo temporaneo ma non risolvono le criticità strutturali.
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