Il dibattito sul futuro dei rapporti tra Regno Unito e Unione Europea torna al centro dell’attenzione, anche alla luce delle tensioni internazionali e delle trasformazioni dell’ordine globale. Le posizioni di leader politici europei e britannici riaccendono il confronto sulla Brexit e sulla possibilità di un riavvicinamento tra Londra e Bruxelles, mentre sullo sfondo restano le scelte strategiche del governo britannico e le prospettive politiche interne.
La crisi in Medio Oriente pone la questione di un maggiore allineamento tra i paesi europei. La frammentazione dell’ordine globale e il crescente divario transatlantico richiedono azioni concrete.
Stavolta non si tratta di un nuovo dibattito sul referendum del 2016 e sulle sue conseguenze ma di una riflessione su come rafforzare la cooperazione tra Bruxelles e Londra per affrontare le sfide comuni.
Sebbene il premier britannico, Keir Starmer, avesse presentato già nel 2025 un piano di “reset” delle relazioni, questo non ha ancora portato a risultati concreti.
Il presidente finlandese, Alexander Stubb, ha definito, il 17 marzo, intervenendo al think tank Chatham House durante una visita a Londra, la Brexit come "un errore colossale" e ha affermato che il Regno Unito dovrebbe rientrare nell’Unione europea.
"Credo che non solo si tratti di un autogol, ma sia come amputarsi una gamba senza una valida ragione medica", ha affermato Stubb, invitando ad un approccio più pratico e collaborativo.
"Abbiamo bisogno di una voce britannica in Europa. Ci mancate davvero tanto", ha dichiarato Stubb.
Negli ultimi giorni sono emerse nuove discussioni anche all’interno della politica britannica sul possibile ripensamento della Brexit.
In un’intervista a La Repubblica il 19 marzo, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha affermato che il rientro nell’UE, anche senza un nuovo referendum, dovrebbe essere parte del programma elettorale dei laburisti. Per Khan, il contesto globale recente favorisce un riavvicinamento del Regno Unito all’Unione Europea.
Il portavoce del premier Starmer ha dichiarato il 19 marzo che le promesse del programma elettorale del governo di non annullare la Brexit "resistono ancora", respingendo così l’appello di Khan.
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