A suo modo, è un finale di campagna referendaria porta a porta, quella di Marco Travaglio.
Il direttore del Fatto Quotidiano, evidentemente, non avendo nulla da dire nel merito della riforma della Giustizia, si accanisce sulle persone che votano a favore.
L'ultimo della serie è Flavio Briatore, qualche anno fa finito al centro di uno scandalo giudiziario che, per sua fortuna, si è risolto con un'assoluzione in Cassazione.
Fatto sta che, negli anni della via crucis giudiziaria, Briatore ci ha rimesso il suo yacht. E di questo si è lamentato in un video che ha pubblicato sul suo profilo Instagram condito dall'invito ai follower di votare Sì al prossimo referendum.
Cosa su cui Travaglio si è subito buttato a pesce, come si dice.
Referendum sulla Giustizia, Travaglio contro Briatore: cosa c'entra la cattiva giustizia e lo yacht
Ma cosa ha scritto Marco Travaglio contro Briatore? E cosa c'entra lo yacht dell'imprenditore?
Flavio Briatore sviluppa in un video imperdibile il suo ragionamento (si fa per dire) pro separazione delle carriere: Votate Sì, votate Sì, votate Sì. Non è un fatto politico, è un fatto per noi italiani di essere salvaguardati dalla giustizia...
Travaglio sottolinea che Briatore ne fa una questione di "coscienza". Riprendendo le parole del manager, riporta così le sue dichiarazioni:
La mia coscienza mi dice di farlo. Sono il classico esempio di persecuzione. La Guardia di Finanza sicuramente mandata dal pm mi ha sequestrato lo yacht e l'hanno venduto all'asta sotto Covid a un prezzaccio. Dobbiamo votare Sì
Queste, quindi, le parole di Briatore nel video incriminato da Travaglio.
Al che, il direttore del Fatto la mette così:
A parte le parole coscienza e persecuzione, davvero suggestive, e la frase dal sen fuggita sull' essere salvaguardati dalla giustizia, che non è male, colpisce l'argomento che mira a coinvolgere il maggior numero di italiani: Finanza e magistratura, per questioncine fiscali poi brillantemente risolte in Cassazione, gli hanno confiscato lo yacht Force Blu, che per lui vale 19 milioni di euro, e poi l'hanno svenduto all'asta per 6 milioni a Bernie Ecclestone. Ergo, bisogan separare le carriere
La conclusione di Travaglio
La conclusione che ne trae Travaglio, quindi, è questa:
Intanto, sfugge il nesso logico fra le carriere unite e i giudici di Cassazione che danno ragione a Briatore e torto ai loro colleghi di grado inferiore e pure ai pm (forse, da separati, avrebbero rivenduto lo yacht a un prezzo maggiore). Ma poi: chi di voi non ha uno yacht da 19 milioni e non si identifica in Briatore?