Magari, nell'immaginario collettivo della Seconda Repubblica, rappresentano il diavolo e l'acqua santa: l'uno schierato con il Nord, l'altro con il Sud. Ma oggi, Clemente Mastella ha ricordato Umberto Bossi quando erano dalla stessa parte della barricata, con il primo governo Berlusconi, nel 1994.
L'ex ministro della Giustizia, in particolare, ha sottolineato alla Stampa il feeling umano che li legava e quella volta in cui addirittura cantarono insieme in occasione di un DopoFestival.
I giornali di oggi sono pieni di ricordi del Senatùr: amato o odiato, del resto, ha davvero segnato la storia politica del nostro Paese.
Spesso, spunta fuori una foto in bianco e nero che lo vede giovanissimo, all'inizio degli anni Sessanta, con in mano una chitarra. Oppure, un'altra dell'agosto 1997 in cui lo si vede intonare (anche se con l'immancabile sigaro tra le dita) la canzone napoletana "Finiculì Finiculà" durante una vacanza a Ponte di Legno.
Al fondatore della Lega, la musica è sempre piaciuta. E oggi, a tal proposito, è Clemente Mastella a racconatre un aneddoto divertente che li accomuna proprio sotto l'insegna della passione per le note:
Sta di fatto che nell'intervista che Mastella ha concesso ad Alessandro Barbera della Stampa, l'ex leader dell'Udeur ha tenuto a ricordare che se divenne ministro nel primo governo Berlusconi, fu per merito proprio di Bossi:
In ogni caso, Mastella ha anche confermato che per la sinistra, all'epoca guidata da Massimo d'Alema, Bossi e la sua Lega venivano considerati un po' come la sua costola:
Poi cosa accadde?
In ogni caso, per Mastella, la Lega di Bossi non ha nulla a che vedere con quella di oggi di Salvini:
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