20 Mar, 2026 - 17:14

UE e Islanda firmano un partenariato su sicurezza e difesa: sullo sfondo il tema dell’adesione

UE e Islanda firmano un partenariato su sicurezza e difesa: sullo sfondo il tema dell’adesione

L’Unione Europea e l’Islanda rafforzano la loro cooperazione in materia di sicurezza e difesa con la firma di un nuovo partenariato. L’accordo arriva in un momento in cui a Reykjavik si riaccende il dibattito sul rapporto con Bruxelles e sulla possibile ripresa del percorso di adesione all’UE, dopo anni di stallo nei negoziati.

Accordo UE-Islanda su sicurezza e difesa

Il 18 marzo 2026, l’Alta Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, e il ministro degli Esteri dell’Islanda, Thorgerdur Katrín Gunnarsdottir, hanno firmato un nuovo partenariato in materia di sicurezza e difesa.

L’accordo sviluppa ulteriormente la cooperazione tra Bruxelles e Reykjavik in settori chiave.

Il Partenariato per la Sicurezza e la Difesa fornisce un quadro di collaborazione specifico per approfondire il dialogo su temi di sicurezza regionale. Mira a rafforzare la cooperazione in diversi ambiti chiave come "il sostegno all’Ucraina, le questioni artiche, la sicurezza marittima, la sicurezza informatica, le tecnologie emergenti, la sicurezza economica e il legame tra cambiamento climatico e sicurezza".

Il contesto politico in Islanda: il rapporto con l’UE

L’annuncio del partenariato è arrivato mentre si è intensificato il dibattito in Islanda sulla questione del rapporto con l’Unione europea. I negoziati di adesione sono stati interrotti nel 2015.

L’Islanda conta circa 400mila abitanti. L’isola è membro fondatore della NATO e fa parte anche del mercato unico europeo e dell’area Schengen.

Il 6 marzo 2026, a distanza di oltre un decennio, il primo ministro islandese, Kristrun Frostadottir ha annunciato l’indizione di un referendum per la ripresa dei negoziati per l’adesione all’UE. Il governo islandese ha proposto di tenere il referendum il 29 agosto 2026.

Le prospettive di adesione e le sfide

Il ministro degli Esteri islandese si è espresso in un’intervista a Reuters il 18 marzo sull’eventuale adesione del paese all’Unione europea. Secondo Gunnarsdottir, questa potrebbe avvenire già nel 2028.

Gunnarsdottir ha affermato di aspettarsi che, se gli islandesi approvassero il riavvio dei negoziati, alcuni temi come il mercato del lavoro, l’agricoltura e la pesca sarebbero tra i più difficili da affrontare. Quest’ultima rappresenta uno dei principali motori dell’economia dell’isola.

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