La guerra arriva in Europa. La crisi iraniana scatenata dagli attacchi di Usa e Israele alla repubblica islamica dell'Iran lambisce per la prima volta uno stato europeo e Nato: la Gran Bretagna.
L'attacco missilistico sferrato questa notte dal governo di Teheran contro la base anglo-americana Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, rappresenta il primo attacco diretto degli Ayatollah ad un obiettivo diverso da Usa e Israele.
Per la prima volta l'Iran ha attaccato una base di un partner NATO non per colpire Washington o Teheran - come accaduto ad esempio alle basi americane a Cipro, o quelle italiane in Kuwait - bensì per colpire un obiettivo terzo.
Ieri il Primo Ministro britannico, Keir Stramer, ha concesso a Donald Trump l'uso delle proprie basi per gli attacchi contro l'Iran, trasformando gli asset di Londra, in obiettivi legittimi per Teheran, come confermato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
L'attacco iraniano di questa notte, inoltre, ha dimostrato anche un'altra cosa che mette in allarme l'Europa e di conseguenza anche il governo italiano: l'Iran a differenza di quanto si pensasse ha nel suo arsenale missili capaci di raggiungere molte capitali europee.
Il Regno Unito concedendo l'uso delle sue basi agli Usa potrebbe aver portato la crisi del Golfo Persico in Europa.
L'offensiva - fallita - contro la base inglese Diego Garcia segna una svolta nel conflitto iraniano.
Ieri, i due missili lanciati da Teheran non hanno centrato l'obiettivo (uno sarebbe stato neutralizzato da un problema di funzionamento, l'altro sarebbe stato intercettato), ma il significato dell'azione e il suo peso politico sono molto eloquenti.
Ieri il ministro degli Esteri iraniano aveva scritto su X:
L'attacco balistico contro la base anglo-americana si inserisce in questo contesto di innalzamento della tensione nell'area del Golfo Persico che per la prima volta dall'inizio del conflitto coinvolge direttamente un partner NATO come bersaglio diretto e non proxy anti-Usa.
La base presa di mira è un hub per le operazioni "Furia Epica" USA-UK.
Le autorità iraniane hanno confermato l'attacco balistico contro la base anglo-americana nell'Oceano Indiano, a circa 3.800 chilometri dall'Iran.
Citando funzionari iraniani, l'agenzia di stampa Mehr ha scritto che si tratta di "un passo importante'', affermando che l'attacco ''dimostra che la gittata dei missili iraniani va oltre ciò che il nemico aveva precedentemente immaginato".
E' questo l'altro aspetto allarmante dell'attacco contro la base Diego Garcia.
Il punto centrale è che questo attacco dimostra un raggio d’azione dei missili iraniani superiore ai 2.000 km di distanza aprendo scenari nuovi e preoccupanti per l'Europa. La distanza percorsa, circa 3.800 km, supera le stime tradizionali che collocavano il raggio operativo dei missili iraniani intorno ai 2.000 km.
Questo dato, se confermato, implica che gran parte dell’Europa meridionale, inclusa Roma (a circa 3.400 km), rientrerebbe potenzialmente nel raggio d’azione.
I raid americani e israeliani hanno fortemente ridotto le capacità iraniane di lanciare missili. Secondo i dati citati negli ultimi giorni dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Teheran avrebbe conservato solo l'8% delle proprie capacità.
In questo contesto, l’Italia assume una rilevanza strategica particolare per la presenza di numerose basi Nato sul territorio nazionale, oltre che per la presenza di numerosi contingenti militari nelle basi nel Golfo Persico.
La base NATO di Sigonella, in Sicilia, è un nodo chiave per le operazioni statunitensi e NATO nel Mediterraneo. Da qui operano velivoli come i droni Triton e i pattugliatori P-8, utilizzati anche per attività di sorveglianza e raccolta informazioni in aree sensibili, inclusi scenari legati all’Iran.
Questo ruolo operativo potrebbe esporre il territorio italiano a possibili ritorsioni, trasformando una funzione logistica in un potenziale fattore di rischio. L'attacco di ieri alla base inglese ha dimostato che l'Iran dispone di missili capaci di raggiungere l'Italia e le altre capitali europee.
Non si tratta al momento di un pericolo diretto, tuttavia, i fatti delle ultime ore dimostrano che l'Iran potrebbe rappresentare una minaccia ben più diretta per l'Italia e l'Europa.
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