23 Mar, 2026 - 11:40

Referendum sulla Giustizia, perché i social sono pieni di offese verso Pierluigi Diaco

Referendum sulla Giustizia, perché i social sono pieni di offese verso Pierluigi Diaco

Pierluigi Diaco, conduttore della trasmissione di Rai 2 "BellaMà", è finito, suo malgrado, al centro di una bufera social dopo aver dichiarato pubblicamente il suo Sì al referendum confermativo sulla riforma della giustizia.

La sua presa di posizione ha scatenato insulti e minacce online, con accuse di essere un "servo" o "lacchè" del governo. 

Gli insulti non si sono fermati nemmeno quando si sono aperte le urne.

Perché Pierluigi Diaco è sotto attacco sui social

Diaco, che nei giorni scorsi già era finito nel mirino di chi si batte contro la riforma Nordio per aver ospitato Tommaso Cerno, ha commentato le critiche alla sua dichiarazione di voto così:

virgolette
In Italia se voti no diventi un testimonial, se voti sì sei un lacchè

Ma ha anche detto di pagare volentieri il prezzo di insulti come "servo" o "amico di".

Fatto sta che sui social, questi ultimi sono davvero degenerati in offese volgari come "coglione", "leccaculo", "pavido", "gay fascista", accompagnate da minacce velate, soprattutto da utenti del fronte del No.

Al che, il conduttore ha replicato con fermezza:

virgolette
Non commento i social, che dicano quello che vogliono

Anche il Cda della Rai ha espresso solidarietà, condannando la "violenza linguistica condita da becera omofobia".

Le reazioni del mondo della politica

Politici di centrodestra hanno mostrato solidarietà a Diaco.

Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha scritto su X:

virgolette
La libertà di espressione è l’essenza della democrazia, chi vota Sì non deve aver paura

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori azzurri, ha denunciato "la vergognosa campagna di odio della sinistra con toni omofobi"

Fratelli d'Italia ha ribadito che "votare sì è un atto di coraggio" contro il circolo mediatico del No, mentre Fiorello ha ironizzato in suo favore. 

Rita Dalla Chiesa, tramite i suoi profili social, l'ha messa così:

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Vigliacchi. Quello che stanno facendo a Pierluigi Diaco è il metodo del bruciare le idee degli altri con la violenza e con la tossicità di chi non è in grado di confrontarsi con nessuno. Nemmeno con se stesso. Un uomo non è un tiro al bersaglio per gente frustrata. Un uomo è libero di esprimere la propria vita e le proprie idee nel modo che ritiene più giusto. E vigliacchi sono i tanti colleghi che si nascondono dietro il silenzio. Basta con questa ipocrisia. Basta con le persone che hanno un’esistenza talmente vuota di tutto, di amore, di sentimenti, di gentilezza, di comprensione, di rispetto, di gratificazioni morali, di amicizie vere, che trovano pace (pace?) solo nella violenza. Pierluigi Diaco è un uomo perbene. A lui tutto il mio affetto e la mia solidarietà

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