Il risultato è in bilico come mai era capitato per un referendum costituzionale. Ma la prima notizia a urne per la consultazione popolare sulla riforma della giustizia appena chiuse arriva prima che il vincitore sia delineato. Si tratta delle dimissioni da presidente dell'Anm, dell'associazione nazionale magistrati, il sindacato delle toghe, di Cesare Parodi.
Cesare Parodi è un magistrato torinese eletto presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati nel febbraio 2025, ma ha annunciato le dimissioni irrevocabili oggi, 23 marzo, subito dopo la chiusura delle urne del referendum sulla riforma della giustizia.
Nato il 28 maggio 1962 a Torino, è sposato e ha iniziato la carriera in magistratura nel 1990.
Cesare Parodi ha preso servizio nella Procura di Torino nel 1991, passando nel 1999 alla procura ordinaria presso il Tribunale.
Dal 2017 è procuratore aggiunto, coordina il pool "fasce deboli" dedicato ai reati del Codice Rosso.
Esponente storico della corrente moderata "Magistratura Indipendente", è stato eletto presidente dell'Anm l'anno scorso dal Comitato Direttivo Centrale in sostituzione di Giuseppe Santalucia, con Rocco Maruotti segretario generale e Marcello De Chiara vicepresidente.
Attività e posizioni recenti di Cesare Parodi
Parodi ha guidato l'Anm criticando la riforma della giustizia, sostenendo che mina l'autonomia dei magistrati e definendo i segnali politici come un attacco all'indipendenza giudiziaria.
È stato in prima linea nella campagna referendaria contro la separazione delle carriere e i due Csm, tanto che la sua Anm è stata accusata di essersi trasformata in un vero e proprio partito politico.
Il 23 marzo 2026, alle ore 15:00, appena chiuse le urne del referendum, Parodi ha comunicato al Comitato Direttivo Centrale le dimissioni per "gravi motivi personali e familiari".
La sua decisione è arrivata prima delle proiezioni referendarie per evitare che qualcuno la potesse legare con l'esito della consultazione popolare.
La decisione sarebbe stata meditata da tempo e ora apre a una nuova elezione del presidente del sindacato delle toghe. Al momento, naturalmente, non emergono possibili nomi per il suo successore.
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