24 Mar, 2026 - 11:11

Referendum sulla Giustizia, Travaglio si gode la vittoria (e già lancia Conte leader del centrosinistra)

Referendum sulla Giustizia, Travaglio si gode la vittoria (e già lancia Conte leader del centrosinistra)

Ieri avrà brindato con una bella coppa di champagne alla notizia che il referendum sulla riforma della Giustizia è stato vinto dal fronte del No.

Marco Travaglio, del resto, è sceso in campo, in prima linea, con tutta la sua forza mediatica affinché la legge Nordio che riformava la Costituzione fosse bocciata. E oggi è senz'altro uno dei grandi vincitori:

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Possiamo sommessamente affermare che in Italia c'è e resiste una maggioranza silenziosa costituzionale. Non coincide con i partiti e non è contenibile nei confini della destra, del centro, della sinistra: è trasversale a tutto. Nessuno la vede mai arrivare. Eppure arriva sempre, con una valanga di No, quando sente puzza di bruciato e c'è bisogno di lei...

E quindi: dall'alto di questa vittoria, di questo popolo invisibile che corre sempre a soccorso della Costituzione, Travaglio apre già un nuovo capitolo: quello della leadership del centrosinistra. E, a tal proposito, inizia a stendere il tappeto rosso a Giuseppe Conte, il presidente del Movimento Cinque Stelle.

Travaglio brinda alla vittoria del referendum sulla Giustizia e lancia Conte leader

Marco Travaglio è uno dei grandi vincitori del referendum sulla Giustizia: questo è poco, ma sicuro. Così, oggi, nel suo consueto editoriale, sale in cattedra e dà una lezione a tutti coloro che si sono schierati a favore della riforma.

Ma non solo: guardando al futuro, lancia la leadership di Giuseppe Conte all'interno del centrosinistra sostenendo che è proprio lui il vero leader del Campo largo.

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Ricordate i Cinque Stelle che votano sì? Hanno votato quasi tutti No, confermando che fra il Pd dilaniato e il Movimento Cinque Stelle compatto, Conte parte avvantaggiato, anche perché è l'unico leader ad avere sfidato faccia a faccia Nordio facendolo nero sulla riforma della Casta...

Secondo i sondaggisti, sono molto più coloro che votano Movimento Cinque Stelle ad aver preferito il Sì rispetto a quanti votano Pd (oggi, per Pagnoncelli il 16,8% rispetto all'8,6%; ieri, per Noto, il 13% contro il 9,6%). Ma per Travaglio, evidentemente, hanno un peso specifico diverso in vista delle primarie che ieri sono state già evocate dallo stesso Conte. 

Tant'è che il direttore punta il dito anche contro la "famosa sinistra per il Sì dei moderati e dei riformisti":

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Ricordate la destra light dei Barbera, Picierno, Parisi, Polito? Un ectoplasma che esiste solo su giornali e nei talk, ma non lo votano neanche i parenti stretti...

I difensori della Costituzione

In ogni caso, per Marco Travaglio, il vero protagonista della consultazione referendaria è stato il popolo difensore della Costituzione. Un popolo che magari si astiene in occasione delle elezioni politiche, ma che corre in massa alle urne per difendere i capisaldi della nostra Carta fondamentale.

È stato determinante nel 2006 contro la riforma della Devolution voluta da Berlusconi e dalla Lega, nel 2016 contro la riforma Renzi-Boschi, e oggi, contro la riforma Nordio:

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È una Provvidenza laica che protegge l'Italia dagli aspiranti ducetti, dagli scassinatori delle regole e dai venditori di pentole che, da qualunque parte provengano, finiscono per farsi sgamare con un eccesso di arroganza

La lezione da imparare per il futuro, quindi, è solo questa.

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La Costituzione si può modificare con ritocchi chirurgici come la riduzione del numero dei parlamentari nel 2020, ma non con riforme monstre per cambiare tanto o tutto del capolavoro scritto dai veri Padri Costituenti nel 1946-47

 

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