24 Mar, 2026 - 12:03

Dopo il referendum cosa succede? Conte ha dato l'avviso di sfratto alla Meloni e impone le primarie al Campo largo

Dopo il referendum cosa succede? Conte ha dato l'avviso di sfratto alla Meloni e impone le primarie al Campo largo

Chiusa una pagina, quella del referendum sulla riforma della Giustizia, se ne apre già un'altra nel mondo della politica italiana.

A farlo, ieri, non appena è giunta la notizia della vittoria del fronte del No, è stato il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte.

Due sue frasi hanno aperto il nuovo scenario:

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Il voto ha dato l'avviso di sfratto a Giorgia Meloni 

e un'altra indirizzata ai suoi colleghi del centrosinistra:

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Ora bisogna fare le primarie

In pratica, Conte ha lanciato la sua Opa sul Campo Largo. Tra un anno, quando si andrà a votare per le politiche, vorrà essere lui a sfidare Giorgia Meloni.

Inizia il dopo-Referendum: Conte alla partita delle primarie

Il primo ad archiviare il referendum sulla Giustizia passando alla cassa è stato Giuseppe Conte.

Il leader del Movimento Cinque Stelle ha subito lanciato le primarie per scegliere il candidato premier del Campo largo che nel 2027 dovrà sfidare il centrodestra di Giorgia Meloni.

A chi gli ha chiesto se apre alle primarie perché pensa di battere Elly Schlein, ha risposto così:

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Siamo di fronte a un grande dato politico, a una grande onda di partecipazione che un leader responsabile deve interpretare. Se oggi abbiamo tanti giovani che vogliono essere protagonisti, se abbiamo numeri così importanti per un referendum, vuol dire che le persone vanno coinvolte nel programma e anche nell'indicazione dell'interprete più competitivo e affidabile

In pratica, sono due gli step che Conte ha in mente: l'apertura di "punti di democrazia" diffusi sul territorio per scrivere il programma dal basso e poi le primarie per scegliere il leader della coalizione.

Le primarie che ha in mente Giuseppe Conte

Il piano di Conte per prendersi il centrosinistra prevede in primis di battere il ferro finché è caldo. L'entusiasmo dell'onda del no, per il leader del Movimento Cinque Stelle, deve essere alimentato anche nel prossimo futuro. Guai a disperdere il carico di energia positiva che è arrivato dalle urne di ieri. Bisogna, quindi, già pensare a come mettere mano al programma e poi decidere, con le primarie, il suo miglior interprete.

Al Corriere della Sera, Conte ha descritto così le primarie che ha in mente:

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Penso a primarie vere, così ampie da creare un'onda lunga e non certo a una consultazione soffocata da apparati di partito che se le gestiscono e se le amministrano. Con i cento spazi di democrazia aperti dal Movimento Cinque Stelle nelle prossime settimane, andiamo a raccogliere le proposte dei cittadini per poi portarle in dote a tutto lo schieramento progressista

Chi si sfiderà alle primarie del centrosinistra

Ma chi saranno i protagonisti delle primarie del centrosinistra? Oltre a Giuseppe Conte e Elly Schlein, ci potrebbe essere un terzo incomodo.

Secondo molti osservatori, potrebbe essere la sindaca di Genova Silvia Salis. Cosa che a Conte non dispiacerebbe affatto perché sarebbe destinata a "rubare" voti alla segretaria del Pd.

Resta, però, anche l'incognita Carlo Calenda.

Cosa farà il leader di Azione? Conte, interpellato su questo tema, l'ha messa così.

virgolette
Sarà necessario riconoscersi in un programma comune, che sia di cambiamento del Paese e che apra una nuova stagione politica. Certo, non ci mettiamo a fare la somma di partiti e partitini...

Il leader del Movimento Cinque Stelle non vuole una coalizione Brancaleone:

virgolette
No a una sarabanda di forze eterogenee tenute insieme da un minimo comune denominatore: si scioglierebbe come neve al sole...

Tanti saluti, quindi, a Carlo Calenda. Del resto, Conte lo dà già dall'altra parte della barricata: 

virgolette
Ha scelto di stare con Meloni, auguri! 
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