L'Italia ricorda l'eccidio delle Fosse Ardeatine a ottantadue anni di distanza dalla rappresaglia nazifascista che costò la vita a 335 civili, militari, prigionieri politici, ebrei e detenuti durante uno dei momenti più bui della Seconda Guerra Mondiale.
Questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seguito dal picchetto d'onore, ha deposto una corona d'alloro davanti al Mausoleo e al sacrario sorti sul luogo della strage lungo la via Ardeatina a Roma.
Ad accompagnare Mattarella, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i vertici delle forze armate e il presidente dell'Associazione italiane famiglie dei martiri italiani, Francesco Albertelli e il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana.
Nel corso della cerimonia sono stati letti i nomi delle 335 vittime innocenti, fucilate come rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella del giorno precedente (23 marzo 1944) nel corso del quale persero la vita 33 poliziotti tedeschi.
Dopo la cerimonia il Capo dello Stato Al termine ha reso omaggio, all'interno del Mausoleo ardeatino, alle vittime dell’eccidio.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito il 'crimine nazista' come una delle pagine più drammatiche della nostra Nazione e in un post su X ha sottolineato il dovere "della memoria e alla responsabilità di difendere, ogni giorno, i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia, affinché simili atrocità non si ripetano mai più."
In occasione dell’82esimo anniversario dell’eccidio onoriamo le 335 vittime delle Fosse Ardeatine, una delle pagine più drammatiche della nostra Nazione. Un crimine nazista che richiama tutti al dovere della memoria e alla responsabilità di difendere, ogni giorno, i valori della… pic.twitter.com/gSwOShdoCw
— Ignazio La Russa (@Ignazio_LaRussa) March 24, 2026
Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, parla di "una ferita profonda che richiama al rifiuto di ogni ideologia fondata sull'odio e sulla violenza".
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ricorda il "sacrifico di tutti coloro che hanno combattuto per la pace e la libertà".
La ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, ha sottolineato che " in un momento storico segnato dal riemergere drammatico di conflitti e divisioni, la memoria non è solo un dovere ma ci richiama ogni giorno al valore della libertà e della pace”.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto su X:
"Onoriamo la memoria delle 335 vittime innocenti della violenza nazifascista, rinnovando il nostro impegno a difendere i valori della libertà, della non-discriminazione, della dignità e della pace."
Per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, "quello che accadde allora resta un monito vivo che ci impone di scegliere, sempre, da che parte stare”.
Parla di "punto più basso" della storia italiana e di una "delle manifestazioni più terribili del terrore" nazifascista, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
Un momento in cui, prosegue Gualtieri, “con l'eroismo della resistenza e un percorso di rifondazione della democrazia” ha visto “il paese uscire più forte e più unito da quella tragedia. Bisogna sempre ricordare e onorare le vittime, ricordare le responsabilità gravissime del fascismo, del nazismo e anche l'eroismo di quanti seppero avere il coraggio di opporsi e di guidarci verso la democrazia e la libertà”.
Per la deputata di Italia Viva, Maria Elena Boschi, ricordare "non è solo un atto di memoria, ma una scelta di campo: stare sempre dalla parte della libertà, della democrazia e della dignità umana”.
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