24 Mar, 2026 - 15:25

Referendum, decisivi gli under 28 (ma a Torino, in piazza per festeggiare, hanno litigato tra di loro) VIDEO

Referendum, decisivi gli under 28 (ma a Torino, in piazza per festeggiare, hanno litigato tra di loro) VIDEO

Per la segretaria del Pd Elly Schlein, ma non solo per lei, sono stati decisivi. Di sicuro, per tutti, hanno rappresentato una sorpresa.

I giovani, in particolare gli under 28: sono stati loro a indirizzare l'esito del referendum, smentendo chi li descrive come una generazione di "sdraiati", senza alcun interesse per la politica.

Questa volta, invece, hanno dimostrato il contrario.

L'Italia sarà anche un Paese in pieno inverno demografico, di anno in anno con un'età media più alta, ma nella partita del referendum sulla Giustizia hanno giocato loro un ruolo decisivo. Questo a detta non solo dei politici, ma anche dei sondaggisti. 

Anche se poi un episodio di cronaca accaduto a Torino induce a un'ulteriore riflessione: scesi in piazza per festeggiare l'affermazione del No alla riforma Nordio, un gruppo di giovani di Potere al Popolo ha litigato con i Giovani Democratici, gli appartenenti all'organizzazione giovanile del Pd. 

Li hanno accusati di essere vicini a Confindustria. Come dire: la strada per compattare tutto il popolo (anche giovanile) della sinistra è ancora lunga.

Il fattore giovani che ha indirizzato l'esito del referendum

Secondo il sondaggista Nando Pagnoncelli, una partecipazione al voto del 58,9% non era facilmente pronosticabile. E ancor più questo dato:

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Il massimo della partecipazione lo troviamo tra gli studenti e in generale tra i più giovani l'astensione tocca i livelli più bassi

Una buonissima notizia, visto che spesso sono descritti come la fascia di popolazione più distante dal mondo della politica e delle istituzioni:

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La generazione Z, dai 18 ai 28 anni, ha il 67% di partecipazione al voto, con il 58,5% per il No

Come dire: una bella spinta alla bocciatura della legge Nordio l'hanno data proprio loro. Ma, sempre per Pagnoncelli, l'analisi del voto non finisce qui e contiene anche quella che può sembrare una contraddizione:

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Se invece guardiamo a chi sta tra i 29 e i 44 anni, la generazione Y, troviamo il massimo livello di astensionismo (47,5%, sempre con una prevalenza del No, al 54,8%). Un fenomeno indubbiamente preoccupante

sostiene il sondaggista, constatando che "i giovani che entrano nel mondo del lavoro, che costruiscono le famiglie, sono anche i più disinteressati alla partecipazione politica".

Magari anche questo potrebbe essere un segnale. Arturo Parisi, dirigente di vecchia data dell'Ulivo, e ora dissidente della sinistra avendo votato Sì, al Corriere della Sera, l'ha messa così:

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I giovani confermano che è più facile vendere un No che un Sì, soprattutto tra di loro. Il garantismo cresce con l'esperienza. Soprattutto quella pagata sulla propria pelle

La lite di Torino

Ma tant'è: il No ha accomunato giovani di culture politiche diverse, anzi distanti.

Lo conferma un dato di cronaca arrivato ieri sera da Torino. dove sono scesi a festeggiare in piazza la bocciatura della riforma Nordio ragazzi di Potere al Popolo e giovani del Pd. Stando all'agenzia di stampa La Presse, i fatti sono andati così:

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Si è registrata una lite tra alcuni militanti di Potere al Popolo e i membri dei Giovani Democratici scesi a manifestare. I sostenitori della sinistra radicale hanno contestato apertamente la presenza del Partito Democratico, intonando cori molto duri e accusando i dem di vicinanza agli industriali

Insomma, il Pd, per loro, sta con Confindustria e non aveva il diritto di festeggiare.

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