24 Mar, 2026 - 17:35

Referendum bocciato, il Governo vuole approvare subito la legge elettorale: elezioni anticipate nel 2027?

Referendum bocciato, il Governo vuole approvare subito la legge elettorale: elezioni anticipate nel 2027?

Dopo la bocciatura del referendum sulla giustizia, il governo guidato da Giorgia Meloni cambia passo e accelera sulla riforma della legge elettorale.

L’obiettivo è approvare rapidamente il cosiddetto “Stabilicum”, ridisegnando le regole del voto prima della fine della legislatura. Una mossa che viene letta da molti osservatori come preparatoria a possibili elezioni anticipate nel 2027.

La nuova legge punta a garantire maggioranze più stabili e ridurre l’incertezza post-elettorale. Ma l’accelerazione apre tensioni sia con l’opposizione sia all’interno della stessa maggioranza.

Oggi, intanto, il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Nazario ha comunicato la decisione di avviare già a partire dalla prossima settima l'iter per l'approvazione della riforma scatenando le proteste del centrosinistra che promette di dare battaglia in Parlamento.

Legge elettorale, la road map della riforma: tempi, iter parlamentare e accorpamento dei testi

Se qualcuno pensava che dopo la sconfitta al Referendum sulla Giustizia, Giorgia Meloni, avrebbe scelto di rallentare per abbassare la tensione e attutire il colpo, si è immediatamente dovuto ricredere.

Il governo a meno di 24 ore dalla bocciatura della Riforma Nordio da parte degli italiani rilancia accelerando sulle modifiche della legge elettorale che, secondo voci di palazzo, Giorgia Meloni, vorrebbe vedere approvata il prima lettura prima dell'estate, per poi procedere con l'approvazione definitiva nell'autunno 2026 in tempo per eventuali elezioni anticipate nella primavera del 2027, sei mesi prima della scadenza del mandato. 

Una road map serrata che prenderà il via martedì 31 marzo in commissione Affari costituzionali della Camera.

La decisione è stata comunicata oggi dal presidente della Commissione Pagano che ha anche chiarito che prima di procedere all'esame del testo di riforma della legge si dovrà procedere ad accorpare al testo presentato dal Governo, gli altri otto testi depositati negli ultimi tre anni. Una volta definito il testo base, si procederà con l'avvio della discussione. 

"In commissione sarà adottato il testo base, cioè si dovrà poi decidere il testo sul quale lavoreremo", dice Pagano spiegando quali siano i passaggi relativi all'esame della legge elettorale.

Pagano spiega come in commissione al testo di legge del centrodestra sulla legge elettorale siano state abbinate altre otto proposte sulla "materia elettorale", che toccano però argomenti diversi come, ad esempio, il voto all'estero o la raccolta digitale delle sottoscrizioni per la presentazione di liste e candidature.

“Stabilicum”: cosa cambia nel sistema elettorale e perché il governo non vuole aspettare

Il testo depositato dal centrodestra, ribattezzato "Stabilicum", si propone di superare il Rosatellum e introduce una serie di novità, dal sistema proporzionale, al meccanismo di governabilità, fino all’indicazione del nome del candidato premier sulla scheda.

La maggioranza parla di una legge pensata per garantire stabilità e pluralismo. La riforma elettorale del centrodestra punta a eliminare i collegi uninominali, tipici del Rosatellum, e a mantenere solo collegi plurinominali, con assegnazione dei seggi in maniera proporzionale.

Le liste saranno bloccate, senza preferenze per i candidati: si voterà il partito e i seggi verranno poi assegnati ai candidati in maniera proporzionale.

Fulcro della riforma è un premio di maggioranza automatico, che scatta se il blocco di liste che sostiene il candidato-premier supera una determinata soglia di preferenze.

Se una coalizione o lista raggiunge almeno il 40% dei voti, la Camera le assegna 70 seggi extra e il Senato 35, portando complessivamente la maggioranza intorno al 57% dei parlamentari. 

Se nessuna coalizione supera il 40%, ma una si colloca tra il 35% e il 40%, il sistema prevede un ballottaggio tra le due forze o coalizioni più votate.

Se invece nessuna coalizione supera il 35%, il sistema resta “proporzionale puro”: i seggi sono assegnati solo in base al voto, senza premi, e la maggioranza deve essere costruita in Parlamento.

Dopo la sconfitta referendaria, Meloni prepara la riforma che può blindare la maggioranza

Dopo la netta sconfitta al referendum sulla giustizia, il governo guidato da Giorgia Meloni accelera sulla riforma della legge elettorale per riscrivere rapidamente le regole del gioco in vista delle politiche del 2027.

Il risultato referendario ha indebolito l’esecutivo, spingendo la premier a una mossa “istituzionale” per recuperare centralità e dare maggiore prevedibilità al sistema, anche in funzione di possibili elezioni anticipate già nella primavera del 2027.

Il nuovo impianto punta a premiare chi supera il 40%, garantendo una maggioranza stabile e riducendo il rischio di stalli post-voto.

La partita, però, guarda anche oltre: gli equilibri che usciranno dalle urne saranno decisivi per l’elezione del Presidente della Repubblica nel 2029. Restano tuttavia tensioni nella maggioranza, con Forza Italia e settori della Lega preoccupati da un sistema che potrebbe penalizzare i partiti minori e rafforzare il bipolarismo.

 

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