Diciamo la verità: il referendum ha acceso gli animi di tutti. Se quasi il 60% degli aventi diritto è andato alle urne, del resto, vuol dire che la riforma della Giustizia davvero è stata vissuta da tantissime persone come una sorta di derby, una questione personale.
Chi ha perso, quindi, oggi si lecca le ferite. E in qualche modo deve sfogarsi.
Così, Giuseppe Cruciani, il conduttore de "La Zanzara" su Radio 24, ha aperto la trasmissione di oggi dando sfogo a tutta la sua amarezza per come sono andate le cose: lui era sul fronte del Sì.
Inutile dire che il relativo video sui social è già virale. Perché Cruciani ha potuto parlare al microfono finalmente libero dalla par condicio. E allora è stato tutto un:
Vedere per credere.
E insomma: più che una introduzione, quella di Cruciani di oggi alla sua trasmissione su Radio 24, è stata un'eruzione:
Come dire: oggi più che mai è stato un Giuseppe Cruciani show. Una resa dei conti personale.
E se è vero che tutti i giornali ospitano gli editoriali dei maggiori analisti politici del Paese, lo è altrettanto il fatto che anche il conduttore della Zanzara non si è tirato indietro quando c'è stato da spiegare perché la maggioranza degli italiani ha votato No al referendum sulla Giustizia:
Ecco il punto per Cruciani: molte persone non hanno giudicato nel merito la riforma, ma hanno colto al volo l'occasione per bocciare a prescindere il governo Meloni. Del resto, Marco Pannella sosteneva che della libertà di voto ognuno fa ciò che gliene pare.
Non ditelo, però, almeno oggi, a Giuseppe Cruciani:
E quindi: qual è stato il responso degli italiani?
il quale, evidentemente, non è riuscito a spoliticizzare il referendum. Ma tant'è: il conduttore della Zanzara tiene anche a sottolineare "una differenza vera che c'è tra me e voi":
A questo punto, la regia ha osato aumentare il volume della canzone in sottofondo. Non l'avesse mai fatto: Cruciani ha ribadito che oggi ce li aveva girati...
Ma chi ha vinto per Giuseppe Cruciani?
E qui, in un crescendo:
E insomma: la campagna referendaria è stata una sofferenza, una vera via crucis per il povero Cruciani:
Conclusione:
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