Chiuso un capitolo, se ne apre subito un altro nell'ininterrotto braccio di ferro tra governo e opposizioni. Archiviato il referendum sulla Giustizia, la battaglia politica si sposta sulla legge elettorale.
A meno di 24 ore dalla bocciatura delle urne, il governo ha deciso di accelerare sull'iter di approvazione della riforma dello "Stabilicum" (la nuova legge elettorale targata centrodestra) fissando per martedì prossimo l'avvio della discussione in commissione Affari costituzionali alla Camera.
Una mossa che scatenato le proteste dell'opposizione colta alla sprovvista e pronta ad opporsi alla sua approvazione. La riforma del voto, infatti, non è stata condivisa con il centrosinistra che è contraria alle modifiche in essa contenute.
I partiti del campo riformista sono concordi nell'accusare il governo di aver paura del voto e di voler quindi approvare una riforma non condivisa per blindare la permanenza a Palazzo Chigi.
Ha dichiarato senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme del Pd, a cui si aggiungono le voci critiche dei due capigruppo dem di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia.
Dichiara Braga.
Secondo Boccia, il centrodestra vuole cambiare la legge elettorale perché "sanno di essere minoranza e provano a cambiare le regole del gioco".
Per Arturo Scotto il governo cerca "un escamotage per perdere meno voti possibili" e accusa: "Pensano a salvarsi, non a salvare l’Italia”.
La pensa allo stesso modo anche il deputato Marco Sarracino che commenta con una punta di ironia:
All'attacco anche il Movimento 5 Stelle e Avs. Il deputato pentastellato capogruppo in commissione Affari Costituzionali, Alfonso Colucci, dichiara:
Per il capogruppo in commissione di Avs, Filiberto Zaratti "hanno paura del voto e vogliono scrivere una legge che gli garantisca la vittoria".
Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, promette 'opposizione durissima in Parlamento e fuori'.
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