Nell’ultima scena di “Oldboy”, il film del 2013 di Spike Lee, Joe Doucette resta da solo nella stanza che rievoca la sua ex prigione, con la consapevolezza che il suo amore per Marie è sbagliato, dato che lei è sua figlia e che Adrian Pryce è stato ucciso dal sicario mandato dalla famiglia di Marie.
Mentre ripensa a tutto quello che ha dovuto affrontate, Joe scende le scale della stanza vuota fino alla zona in cui era conservata tutta la documentazione, capendo così di essere lui stesso parte del “progetto” di vendetta pianificato perfidamente da Adrian.
La scena si chiude su un’inquadratura che lascia intendere che Joe, ormai imprigionato nella verità e nella sensu di colpa, resterà per sempre segnato dai sui traumi, senza speranza di fuga né redenzione.
“Oldboy” è il remake americano firmato da Spike Lee del cult del 2003 diretto da Park Chan-wook, il thiller action coreano che ha ispirato intere generazioni.
Ambientato in una plumbea Detroit invernale, il film di Spike Lee mantiene il nucleo del thriller psicologico originale ma ne riscrive le dinamiche emotive e geografiche.
La trama di “Oldboy” racconta la storia di Joe Doucette (Josh Brolin), uomo comune e dalle abitudini dissolute, che un giorno viene rapito e imprigionato nella stessa stanza del film di Park Chan-wook, ma con arredi più spartani e un’atmosfera che richiama i film noir americani.
Dopo vent’anni di prigionia, senza sapere chi lo abbia tenuto chiuso lì dentro, Joe esce dalla stanza e viene informato che il suo rapitore, Adrian Pryce (Sharlto Copley), vuole incontrarlo in una clinica psichiatrica, dove è ospite volontario, e che tutto questo è stato parte di un perfido progetto di vendetta.
Il finale di “Oldboy” è un colpo al cuore a causa di un’agghiacciante scoperta. Joe viene a sapere che Marie Prieto (Elizabeth Olsen), la giovane donna di cui si era invaghito dopo la prigionia, è in realtà sua figlia. La ragazza è nata da una relazione clandestina del protagonista. Così Adrian ha organizzato il malefico piano per vendicarsi: voleva che Joe, una volta libero, avesse una relazione con la sua stessa figlia, spezzandogli per sempre il cuore.
Spike Lee inserisce anche un’ulteriore svolta: il sacrificio di Adrian, che viene catturato e ucciso da un misterioso sicario mandato dalla famiglia di Marie, lasciando Joe a vivere con la consapevolezza del proprio incesto.
Molti critici hanno letto il finale del remake americano come una versione più esplicita moralmente e con un’indole punitiva spinta rispetto al cult originale.
La verità arriva senza filtri, senza ipnosi o cancellazione della memoria, e Joe resta un uomo sconfitto, incapace di espiazione i suoi peccati.
“Oldboy" è stato girato principalmente intorno a Detroit e alle zone deindustrializzate. Spike Lee ha scelto questa città nel periodo invernale: grigia, deserta e malinconica, per dare un ulteriore senso di isolamento al film e alla storia di Joe.
La stanza di prigionia e molti interni sono stati costruiti in studio, ma le esterne – come la clinica psichiatrica, le vie cittadine innevate e le scene di inseguimento – sono state girate in luoghi reali a New Orleans.
La trama di “Oldboy” (2013) racconta la vita di Joe Doucette, un padre di famiglia e pubblicitario fallito, che viene rapito nel giorno in cui sua moglie scopre che l’ha tradita con un’altra donna.
Dopo vent’anni di prigionia in una stanza chiusa senza finestre, circondato solo da un televisore e da un bagno lastricato, Joe viene liberato e scopre che nel frattempo è stato accusato dell’omicidio della moglie. Lui in realtà è innocente.
Desideroso di vendetta, una volta uscito dalla prigione, Joe inizia a ricostruire gli indizi delle sua storia che lo portano a scoprire una serie di colpi di scena. Il più orribile di tutti? Scopre che Marie, l’affascinante ragazza di cui si è innamorato in realtà è sua figlia, nata dalla relazione clandestina che aveva avuto con un’altra donna.
Nel cast troviamo Josh Brolin, Elizabeth Olsen, Sharlto Copley, Samuel L. Jackson, Michael Imperioli, James Ransone, Pom Klementieff, Rami Malek, Lance Reddick e Max Casella.
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