30 Mar, 2026 - 17:17

Conte spacca Più Europa: Magi lo invita, i seguaci del partito lo attaccano

Conte spacca Più Europa: Magi lo invita, i seguaci del partito lo attaccano

Ascoltare Giuseppe Conte fare discorsi quasi da filo-ucraino durante la convention di Più Europa a cui è stato invitato lo scorso fine settimana ha causato una spaccatura interna al partito di Riccardo Magi.

Il segretario ha applaudito il leader del Movimento Cinque Stelle, ben contento che abbia accettato il suo invito a parlare.

La base, invece, sostiene che gli ha regalato un palcoscenico che l'ex premier non meritava.

Così, oggi, Magi ha postato una lunga reprimenda sui suoi canali social.

Conte manda in tilt Più Europa: cosa ha scritto il segretario dopo averlo invitato alla convention

Se qualcuno aveva ipotizzato un Giuseppe Conte in versione pesce fuor d'acqua alla convention di Più Europa, ha dovuto ricredersi. Parlando di politica estera, l'avvocato del Popolo ha vestito, piuttosto, i panni del Camalaconte, per utilizzare un altro termine con il quale viene riconosciuto.

Mai negli ultimi anni si era sentito il leader del Movimento Cinque Stelle parlare in un modo più filo-ucraino e filo-europeista.

Ma tant'è: questa versione non ha convinto la base di Più Europa.

Secondo molti iscritti al partito di Magi, Conte ha mostrato il suo lato moderato in maniera strumentale, solo perché vuole assumere la leadership di tutta la coalizione di centrosinistra.

Così, Riccardo Magi è stato costretto ad intervenire così:

virgolette
Mi fanno un po’ tenerezza certi “liberali” che hanno trovato sconveniente invitare TUTTE le forze di opposizione ad esprimersi sul tema cruciale del federalismo europeo. Sono gli stessi che quando Meloni è stata invitata “in pompa magna” al Congresso di Azione avevano elogiato la “forza del dialogo”. Evidentemente sotto sotto l’idea che Meloni possa rivincere le prossime elezioni gli sta bene, che la sua maggioranza possa eleggere da sola il prossimo presidente della Repubblica gli sta bene e che l’Italia blocchi il superamento del veto in Europa gli sta bene. A noi no

Magi, quindi, ha fotografato tutta la frattura che si vive all'interno del suo partito:

virgolette
Forse sta tutta qui la differenza tra chi è liberale a parole e chi lotta per le libertà e la democrazia coi fatti. Noi restiamo aperti al dialogo con tutti, anche con chi la pensa diversamente da noi, senza arretrare di un millimetro dal sostegno alla resistenza ucraina e sul federalismo europeo, perché il destino dell’Italia e dell’Europa vale più di queste beghe micragnose

Al che, gli ha risposto il dirigente di Più Europa Piercamillo Falasca:

virgolette
A Riccà, ma che stai a dì? Essere europeisti e liberali non significa essere di sinistra a prescindere, questo è quello che l’attuale segretario di Più Europa non ha forse colto. Farsi piacere tutto (pure Conte che fa finta di correggere Patuanelli sugli aiuti a Kyiv, in realtà confermando la sua tesi del “no alle armi”) in nome della lotta santa contro le destre non è da europeisti, ma solo da cespuglietti del PD.PS. Il paragone rappresentato in foto da Magi è privo di senso. @CarloCalenda aveva invitato al Congresso di Azione tutti i segretari di partito di maggioranza e di opposizione, come si fa di prassi in tutti i congressi di partito. La premier Meloni è andata, a differenza di Schlein, che non è andata e ha invece inviato ad intervenire in sua vece il capogruppo al Senato Boccia.PPS. Enrico Borghi ed Enzo Maraio sono due autentici riformisti, non c’entra molto tirarli in mezzo

 

Magi e la polemica per il referendum

L'invito a parlare alla convention di Più Europa rivolto a Giuseppe Conte ha rappresentato solo l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso in un rapporto già logoro tra il segretario del partito di Magi e una buona fetta degli iscritti.

L'ultimo precedente si era registrato in occasione del referendum sulla riforma della giustizia. 

A inizio anno, l'assemblea nazionale di Più Europa aveva posizionato il partito per il Sì alla legge Nordio. Ma, nel corso di tutta la campagna referendaria, quest'indicazione è stata di fatto disattesa dal segretario Magi. Per questo, alcuni hanno notato maliziosamente come sia stato lui il vero pesce fuor d'acqua alla convention, non Conte, che ha evidenziato solo una frattura ormai visibile a occhio nudo.

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