La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo. In vista delle elezioni del 22 giugno, prende forma uno scenario sempre più definito: il nome di Giovanni Malagò emerge come quello più forte per raccogliere l’eredità di Gabriele Gravina.
Il primo snodo cruciale sarà l’assemblea della Lega Serie A, convocata per lunedì 13 aprile. Sul tavolo c’è l’indicazione ufficiale del candidato della componente che pesa per il 18% in sede elettorale.
Al momento, la maggioranza dei club sembra orientata proprio verso Malagò. Un consenso che, secondo le indiscrezioni, potrebbe già raggiungere la soglia necessaria per formalizzare la candidatura. Tra i sostenitori figurano dirigenti influenti come Beppe Marotta e diverse big del campionato.
Non manca però un fronte contrario, seppur minoritario. Alcuni club, guidati dalla SS Lazio di Claudio Lotito, restano scettici sulla candidatura di Malagò. Tuttavia, allo stato attuale, non sembrano avere i numeri per ribaltare l’orientamento dell’assemblea.
Se la Serie A dovesse ufficializzare il sostegno, Malagò partirebbe con una base importante, ma non ancora sufficiente per blindare l’elezione.
L’elezione del presidente della FIGC si basa su un sistema complesso, che coinvolge 275 delegati suddivisi tra diverse componenti:
Questo equilibrio rende decisivo il ruolo della Lega Nazionale Dilettanti, oggi guidata da Giancarlo Abete, che con il suo 34% rappresenta il vero ago della bilancia.
Proprio il fronte dei dilettanti, almeno per ora, non appare compatto sul nome di Malagò. Una variabile che potrebbe complicare il percorso verso la presidenza, soprattutto in assenza di un consenso trasversale.
A questo si aggiunge un contesto istituzionale delicato. Il rapporto tra il Governo e la governance attuale del calcio italiano resta teso, e non manca una certa prudenza anche nei confronti dello stesso Malagò. Tra le ipotesi sullo sfondo c’è anche quella di un commissariamento, che però al momento non trova le condizioni tecniche per concretizzarsi.
Esperienza, relazioni e autorevolezza rendono Giovanni Malagò il candidato più accreditato nella corsa alla presidenza FIGC. Tuttavia, il sistema di voto e le dinamiche interne alle varie componenti lasciano spazio a possibili sorprese.
Per imporsi davvero, servirà un consenso ampio e stabile: solo così il prossimo presidente potrà guidare la federazione con un mandato forte e senza divisioni interne.
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