Le elezioni parlamentari in Ungheria del 12 aprile 2026 potrebbero segnare la fine dell'era di Viktor Orbán al potere. Il leader di Fidesz è al governo da 16 anni, ma i sondaggi indicano che la forza di opposizione Tisza, guidata da Péter Magyar, sta guadagnando terreno rispetto a Fidesz. Queste elezioni non solo determineranno la leadership nazionale, ma potrebbero influenzare anche i rapporti tra Budapest e l'Unione Europea, riflettendo le tensioni interne sulla politica europea e internazionale.
Mentre gli ungheresi si preparano a questo appuntamento elettorale cruciale, un sondaggio ha rivelato che la maggioranza degli elettori desidera ridimensionare le relazioni tra l'Ungheria e l'Unione Europea.
Secondo un’indagine condotta dall’European Council on Foreign Relations (ECFR) tra il 26 marzo e l'1 aprile 2026, il 77 per cento dei cittadini sostiene l’adesione del paese all’UE. Tuttavia, il 43 per cento degli intervistati ritiene che il prossimo governo ungherese dovrebbe adottare un cambio netto nella politica europea, mentre il 66 per cento è favorevole all’ingresso del paese nell’eurozona.
Gli elettori di Tisza preferirebbero cambiare l’approccio di Orbán verso l’UE, con il 72 per cento favorevole a un cambiamento, mentre tra quelli di Fidesz solo il 17 per cento condivide questa posizione.
Le elezioni del 12 aprile potrebbero influenzare anche i rapporti tra Budapest e Bruxelles. Negli ultimi anni, il governo di Orbán ha avuto diversi scontri con l’UE, incluso il veto posto a maggio su un prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, il 57 per cento degli elettori dell’opposizione preferirebbe un approccio diverso rispetto a quello attuale, mentre solo l’11 per cento degli elettori di Fidesz condivide questa posizione. Complessivamente, il paese è diviso: il 32 per cento vorrebbe mantenere l’approccio attuale, mentre il 34 per cento desidera vederlo modificato.
Complessivamente, il 41 per cento degli elettori si dichiara fortemente contrario all’adesione dell’Ucraine all’UE. Questa percentuale raggiunge il 74 per cento tra gli elettori di Fidesz, ma resta al 20 per cento tra quelli di Tisza. In maniera simile, il 45 per cento si oppone al supporto finanziario dell’Ungheria all’Ucraina.
Quando è stato chiesto quale direzione dovrebbe seguire la politica estera del paese, il 46 per cento degli intervistati ha indicato un maggiore allineamento con i partner europei, mentre il 17 per cento ha preferito un equilibrio tra le relazioni con l’Occidente, la Russia e la Cina.
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