Un nuovo sondaggio rivela che oltre due terzi della popolazione russa appoggia l’apertura di negoziati di pace sul conflitto in Ucraina. Tuttavia, quasi un quarto degli intervistati preferisce continuare l’azione militare. Parallelamente, l’interesse per gli sviluppi in Ucraina sembra tornare a crescere dopo un periodo di calo, mostrando un quadro sociale diviso ma attentamente sintonizzato sugli eventi.
Un recente sondaggio condotto dal Levada Center tra il 18 e il 26 marzo 2026 evidenzia le opinioni della popolazione russa riguardo al conflitto in Ucraina e alla possibilità di negoziati di pace. I dati mostrano una società divisa, con una parte consistente favorevole ai negoziati di pace e un’altra ancora incline a sostenere il proseguimento dell’azione militare. Il sondaggio offre inoltre indicazioni sull’attenzione pubblica verso gli eventi in corso in Ucraina, che sembra in lieve ripresa dopo un periodo di calo.
Secondo il sondaggio, circa il 64 per cento degli intervistati ritiene necessario avviare negoziati di pace. Tra le motivazioni principali, il 43 per cento cita le numerose vittime e le grandi perdite, il 22 per cento afferma che “nessuno ha bisogno della guerra, ne siamo stanchi”, il 17 per cento sottolinea che “la gente ha bisogno di pace” e l’11 per cento evidenzia che “la guerra si è protratta troppo a lungo”.
Circa il 24 per cento degli intervistati sostiene invece la non interruzione dell’azione militare. Le ragioni dichiarate includono la necessità di “metterla fine, finire ciò che abbiamo iniziato” (36 per cento), il convincimento che “i negoziati di pace sono inutili” (23 per cento), la determinazione a “vincere, la vittoria sarà nostra” (21 per cento) e la volontà di “distruggere, sradicare il fascismo, il nazismo” (17 per cento).
Secondo il sondaggio, circa un intervistato su due segue da vicino la situazione in Ucraina, con un aumento di sei punti percentuali rispetto all’autunno scorso.
Il 19 per cento degli intervistati afferma di seguire gli eventi “molto da vicino”, mentre il 31 per cento li segue “abbastanza da vicino”. Al contrario, il 34 per cento li segue con poco interesse e il 16 per cento non li ha seguiti per nulla.
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