Giacomo Bongiorni è morto a causa delle gravi lesioni riportate durante l’aggressione in piazza a Massa. È quanto emerge dai primi esiti dell’autopsia eseguita ieri, 14 aprile 2026, sul corpo del 47enne, ucciso nella notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile in seguito a un'aggressione da parte di cinque giovani.
Il carpentiere 47enne è stato colpito con calci e pugni sferrati con violenza, che avrebbero provocato traumi risultati fatali.
Gli accertamenti medico-legali, riferisce l’Adnkronos, indicano un'emorragia cerebrale molto estesa, compatibile sia con i colpi ricevuti sia con la caduta sull’asfalto. Quindi resta da chiarire quale sia stato il colpo decisivo o se la morte sia il risultato dell’azione congiunta degli aggressori, un elemento centrale per l’inchiesta.
L'esame autoptico è stato eseguito dal professor Francesco Ventura dell’Università di Genova, che ha trenta giorni di tempo per depositare la sua consulenza.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza, al vaglio degli investigatori, stanno fornendo elementi utili per ricostruire la sequenza dei colpi ricevuti dalla vittima, che saranno incrociati con i risultati definitivi dell’autopsia.
Secondo quanto finora ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, l’aggressione a Bongiorni si sarebbe sviluppata in più fasi, nata da un banale richiamo rivolto a un gruppo di ragazzi per una bottiglia di vetro rotta in piazza Felice Palma.
In pochi istanti la situazione è degenerata: sarebbe stato prima coinvolto il cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, rimasto ferito. Poi l’intervento dello stesso Bongiorni, nel tentativo di difenderlo.
Un'escalation di violenza in pochi istanti. Bongiorni avrebbe avuto una breve colluttazione con il 17enne accusato di omicidio volontario, per poi crollare a terra dopo un violento colpo al volto.
A quel punto sarebbe stato colpito ancora e ripetutamente, con pugni e calci, anche mentre si trovava già a terra, incapace di difendersi, davanti agli occhi della compagna Sara e del figlio undicenne.
Sono cinque i giovani coinvolti nell’inchiesta, tre minorenni e due maggiorenni, tutti indagati per omicidio volontario in concorso.
Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutașu, 19 anni, sono attualmente in carcere. Il 17enne italiano fermato nelle ore successive all'omicidio è stato trasferito in un centro per minori a Genova, per il quale si aggiunge l’accusa di rissa aggravata. Gli altri due minorenni sono indagati a piede libero.
Secondo quanto emerso, il minorenne aveva praticato boxe agonistica fino a circa tre anni fa proprio a Massa, partecipando anche a competizioni. Un elemento preso in considerazione dagli inquirenti, in quanto potrebbe avergli fornito delle competenze tecniche nel colpire.
Per giovedì 16 aprile è fissata, presso il Tribunale per i Minorenni di Genova, l’udienza di convalida del fermo, mentre le difese si stanno concentrando sulla possibilità di una ricostruzione alternativa dei fatti.
Ieri sera, martedì 14 aprile, circa 5mila persone sono scese in piazza a Massa per la fiaccolata dedicata a Giacomo Bongiorni, promossa dal sindaco Francesco Persiani e dal vescovo Mario Vaccari. I cittadini si sono stretti intorno alla famiglia della vittima.
In testa alla fiaccolata c’era la madre di Giacomo. Accanto ai familiari del 47enne anche la compagna della vittima. Toccante il passaggio sul luogo in cui è avvenuto il dramma, dove parenti e amici hanno deposto fiori.
Striscioni con messaggi come “Non violenza” e “Giustizia per Giacomo” hanno accompagnato il cammino della fiaccolata, insieme ai tanti ricordi in suo onore.
Il momento conclusivo ha visto l’intervento del vescovo Vaccari, che ha invitato la comunità a un impegno condiviso, affinché simili tragedie non si ripetano più.
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