La crisi energetica legata alle tensioni in Medio Oriente potrebbe avere effetti immediati anche sul trasporto aereo globale. Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha avvertito che un prolungato blocco delle forniture di petrolio potrebbe portare a cancellazioni di voli e ad un aumento dei prezzi dell’energia, con conseguenze particolarmente gravi per i Paesi più vulnerabili.
Se le forniture di petrolio dal Medio Oriente non verranno ripristinate nelle prossime settimane, si verificheranno possibili cancellazioni di voli “a breve”. Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), Fatih Birol, ha delineato un quadro allarmante delle ripercussioni della crisi in Medio Oriente in un’intervista ad Associated Press pubblicata il 16 aprile 2026.
"In passato c'era un gruppo chiamato 'Dire Straits' (Situazione critica). Ora ci troviamo in una situazione critica, che avrà gravi ripercussioni sull'economia globale. E più a lungo durerà, peggiori saranno le conseguenze per la crescita economica e l'inflazione in tutto il mondo", ha affermato Birol.
Il capo dell'AIE ha avvertito che le conseguenze della situazione porteranno ad un aumento dei costi dell’energia e che non verranno avvertite in modo omogeneo, anche se nessun paese sarà immune alla crisi. Le sue parole hanno riportato l'attenzione al tema delle disuguaglianze evidenziando come gli effetti della crisi non si distribuiscano in modo uniforme tra i diversi paesi.
Birol ha affermato che l’impatto negativo colpirà soprattutto i paesi in via di sviluppo, ma non quelli con maggiore peso politico o voce internazionale, quindi i paesi più poveri di Africa, America Latina e Asia.
Ha anche lanciato un avvertimento: il blocco dello Stretto di Hormuz rischia di creare problemi sempre più seri nell’approvvigionamento energetico nel mondo se non viene risolto rapidamente.
"In Europa, abbiamo forse carburante per aerei sufficiente per circa sei settimane", ha affermato.
Il capo dell’AIE ha, inoltre, criticato il sistema di “pedaggio” introdotto dall’Iran nello Stretto di Hormuz. In particolare, è contrario al fatto che alcune navi paghino per poter attraversare questa via navigabile e avverte che, se questo sistema diventasse permanente, creerebbe un precedente pericoloso.
Il punto centrale è proprio questo: se si accetta che un paese faccia pagare per passare in una rotta marittima internazionale, lo stesso modello potrebbe essere replicato anche in altri punti strategici del mondo.
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