La stagione europea 2025/26 si chiude con un dato pesante per il calcio italiano: nessuna squadra della Serie A è rimasta in corsa nelle competizioni UEFA. Un’uscita complessiva che arriva al termine di un percorso altalenante, segnato da aspettative elevate e risultati spesso inferiori alle attese nelle fasi decisive.
Le eliminazioni di Bologna FC 1909 in UEFA Europa League e della ACF Fiorentina in UEFA Europa Conference League hanno rappresentato gli ultimi passaggi di una stagione europea che si è progressivamente svuotata di rappresentanti italiani.
Un epilogo che pesa in modo diretto sul ranking UEFA e che incide, di conseguenza, sul numero di squadre che l’Italia potrà portare nelle coppe europee nella stagione 2026/27.
Alla luce del ranking aggiornato, la Serie A porterà una rappresentanza comunque importante ma ridimensionata rispetto al recente passato:
4 squadre in Champions League
2 squadre in Europa League
1 squadra in Conference League
Resta quindi confermato il ritorno a una struttura più “standard”, senza il posto extra in UEFA Champions League che era stato ottenuto nella stagione precedente grazie al rendimento complessivo delle italiane.
Il meccanismo del ranking UEFA premia le federazioni che ottengono i risultati migliori nel corso della stagione europea. In questo caso, però, la continuità è mancata proprio nei momenti decisivi.
Le eliminazioni premature di club come Napoli, Inter e Juventus hanno inciso in modo significativo sul punteggio complessivo dell’Italia, permettendo ad altri campionati di superare o distanziare la Serie A nella corsa ai coefficienti stagionali.
Le aspettative della vigilia erano elevate, soprattutto dopo le buone prestazioni europee registrate nelle stagioni recenti. Tuttavia, il percorso delle italiane si è progressivamente complicato tra gironi e fasi a eliminazione diretta.
Il risultato complessivo è una stagione che lascia più rimpianti che certezze.
Le conseguenze di questa annata non si limitano al campo, ma si riflettono direttamente anche sulla dimensione economica e progettuale del calcio italiano.
Minore visibilità internazionale per i club
Riduzione degli introiti legati ai premi UEFA
Maggior difficoltà nel mantenere posizioni alte nel ranking nei prossimi anni
In un contesto europeo sempre più competitivo, l’assenza di risultati continui può diventare un fattore strutturale difficile da recuperare nel breve periodo.
La Serie A ripartirà nella stagione 2026/27 con 4 squadre in Champions League, 2 in Europa League e 1 in Conference League. Un assetto che garantisce comunque una presenza importante del calcio italiano in Europa, ma che segna anche un ritorno a una dimensione più ordinaria rispetto ai picchi recenti.
Per tornare a crescere nel ranking UEFA sarà fondamentale ritrovare continuità, incisività e profondità di risultati nelle competizioni europee, evitando le interruzioni premature che hanno caratterizzato l’ultima stagione.
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