Gli Stati Uniti hanno deciso di rinnovare la deroga alle sanzioni sul petrolio russo, estendendo per un altro mese la possibilità per alcuni paesi di acquistare greggio via mare. La misura arriva in un contesto di forte instabilità energetica globale, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle oscillazioni dei prezzi del petrolio.
Gli Stati Uniti hanno rinnovato, il 17 aprile 2026, la deroga alle sanzioni sul petrolio russo. L’amministrazione americana ha rinnovato per circa un mese la misura che consente ai paesi di acquistare petrolio russo soggetto a sanzioni via mare.
Gli USA avevano deciso di allentare temporaneamente le sanzioni sul petrolio e sui prodotti petroliferi russi bloccati in mare a metà marzo. La mossa mirava a contenere l’aumento dei prezzi energetici nel contesto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. La deroga prevedeva un periodo di 30 giorni. Mentre Mosca aveva accolto con favore la decisione, la misura aveva sollevato le critiche di Kiev e dei suoi alleati. Questa deroga di 30 giorni è scaduta l’11 aprile.
Con il rinnovo della deroga, il dipartimento del Tesoro americano consente ai paesi di acquistare petrolio e prodotti petroliferi russi caricati su navi fino al 16 maggio. La regola esclude le transazioni che coinvolgono Corea del Nord, Cuba e Iran.
La mossa fa parte degli sforzi dell’amministrazione americana di controllare i prezzi globali dell’energia mentre proseguono gli effetti della crisi in Medio Oriente. L’interruzione dell’approvvigionamento energetico globale e lo shock energetico sono stati avvertiti dai consumatori di tutto il mondo.
Sebbene l’8 aprile sia stato annunciato un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, questo non ha portato immediatamente alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il 17 aprile Teheran ha annunciato la riapertura, che ha portato ad un calo dei prezzi globali del petrolio, scesi attorno ai 90 dollari al barile. L’Iran ha annunciato il giorno successivo la chiusura di questa rotta marittima, citando il fatto che il blocco navale statunitense che riguarda i porti iraniani è rimasto in vigore.
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