Non è figlia d'arte ed è stata una grande sorpresa vederla spiccare il volo nel mondo della recitazione. Nata a Roma il 19 maggio 1979, sotto il segno del Toro, l'attrice Giulia Bevilacqua è la quarta e ultima figlia di una coppia di architetti, l'unica a non seguire le orme di famiglia.
Dopo essere cresciuta in un ambiente molto strutturato, fatto di studio e progettazione, sembrava scontato che prima o poi iniziasse anche lei la carriera da architetta: lei stessa racconta che da ragazza si è mantenuta facendo la babysitter e la hostess ai congressi, mentre in casa si aspettava l'iscrizione al corso di Architettura.
Ma qui la sorpresa: si diploma a Roma (si suppone che avesse studiato presso il liceo classico “Dante Alighieri”, ma altre fonti citano un liceo linguistico) e subito dopo sceglie di iscriversi a un corso di recitazione. È una scelta clandestina, quella dell'attrice: nel 2000, di nascosto dai genitori, si iscrive al corso del Teatro Training Studio.
Da lì in poi, la direzione è segnata. Il suo destino sarà molto diverso da quello immaginato.
Dopo il primo corso con Luciano Curreli al Teatro Training Studio, Giulia tenta il salto vero: il Centro sperimentale di cinematografia, la Scuola nazionale di cinema. Ci entra e ci resta tre anni, fino al diploma, condividendo l’aula con una generazione fortissima: tra i compagni ci sono anche Alessandro Roja, Alba Rohrwacher, Valentina Lodovini.
Nel frattempo cominciano i primissimi lavori davanti alla macchina da presa, in un territorio ibrido tra cinema e musica. “Canale Dieci” e il “Corriere” ricordano che il suo debutto visivo avviene nei videoclip e “Thank You for Loving Me” dei Bon Jovi (2000), “I giorni migliori” dei Tiromancino (2002).
Partecipa anche a cortometraggi e a piccoli progetti indipendenti, mentre continua a studiare recitazione. È la classica gavetta di profilo basso: nessun debutto esplosivo, ma tanti piccoli ruoli che l'hanno resa sempre più nota.
L’esordio in TV risale al 2003 con “Un medico in famiglia 3”, dove Bevilacqua appare in alcuni episodi. Subito dopo arrivano altri piccoli ruoli in produzioni Rai, quali “Don Matteo 4” (2004), la miniserie “Don Bosco” (2004), “La omicidi” e “Una famiglia in giallo” (2005). È in questo modo che entra nelle case del pubblico generalista.
Ma la vera svolta arriva solo due anni dopo, quando entra nel cast di “Distretto di polizia” nei panni dell’agente scelto Anna Gori: resta nella serie fino al 2009, con un’ulteriore apparizione nel 2011.
È il ruolo che la fissa nell’immaginario di tutti: la poliziotta giovane, determinata, dal volto pulito.
È contemporaneo il debutto al cinema dell'attrice, in film come “Cardiofitness” (2007) di Fabio Tagliavia, tratto dal romanzo di Alessandra Montrucchio e “L’ora di punta” (2007) di Vincenzo Marra, accanto a Fanny Ardant.
La sua carriera continua in “Una pallottola nel cuore”, “È arrivata la felicità” (2015–2018), “Più forti del destino” (2022), “Il metodo Fenoglio” (2023), fino ai film più recenti come “Il principe di Roma” (2022) e “10 giorni con i suoi” (2025).
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *