Patrick Muldoon se n’è andato all’improvviso. Lo ricordano e lo omaggiano già molti fan delle soap anni ’90 e del cinema di fantascienza. L’attore e produttore statunitense, volto di Melrose Place, Days of Our Lives e Starship Troopers, è morto il 19 aprile 2026 a 57 anni dopo un malore improvviso.
Secondo quanto riportato da Deadline e altri media statunitensi, Patrick Muldoon è morto improvvisamente la mattina di domenica 19 aprile a causa di un infarto. Aveva 57 anni. La famiglia ha confermato il decesso, spiegando che la causa è stato un attacco di cuore che non gli ha lasciato scampo.
Patrick Muldoon, known for his roles in the daytime drama 'Days of Our Lives,' primetime soap 'Melrose Place' and movie 'Starship Troopers,' died suddenly this morning. https://t.co/ekSUcuR5n2 pic.twitter.com/FpDaAJiDv4
— Deadline (@DEADLINE) April 20, 2026
Nato a San Pedro, in California, Muldoon aveva studiato alla USC, dove aveva anche giocato nella squadra di football dei Trojans, prima di avvicinarsi alla recitazione. I primi passi li muove quando è ancora al college, con un piccolo arco di due episodi nella sitcom Who’s the Boss?, seguito da un ruolo ricorrente di tre episodi in Saved by the Bell poco dopo la laurea nel 1991.
La vera svolta arriva con le soap. Muldoon è stato il primo interprete di Austin Reed in Days of Our Lives, ruolo che ha ricoperto dal 1992 al 1995 e poi di nuovo tra il 2011 e il 2012. In prima serata è staato il manipolatore Richard Hart in Melrose Place, personaggio che appare dalla terza alla quinta stagione e che rende ancor più esplosive le trame della serie cult anni ’90.
Al cinema, Muldoon ha legato il suo nome soprattutto a Zander Barcalow in Starship Troopers – Fanteria dello spazio (1997), diretto da Paul Verhoeven, un cult della fantascienza militare. Il suo ultimo film, il thriller poliziesco Dirty Hands, arriverà in sala entro la fine dell’anno.
Negli ultimi anni Patrick Muldoon aveva ampliato il suo raggio d’azione lavorando sempre più spesso anche come produttore esecutivo. Tra i titoli a cui ha partecipato ci sono The Tribes of Palos Verdes, Arkansas, Marlowe, The Card Counter, The Dreadful e Riff Raff, fino al recente Kockroach, progetto ad alto profilo con Chris Hemsworth, Taron Egerton e Zazie Beetz, attualmente in produzione.
Oltre alla recitazione, Muldoon amava profondamente la musica: era spesso visto con la chitarra in mano ed era il cantante solista della band The Sleeping Masses. Portava sempre sul palco un’energia da vero frontman rock.
Per i suoi cari era semplicemente “Bobo”. Muldoon lascia la compagna Miriam Rothbart, i genitori Deanna e Patrick Muldoon Sr., la sorella Shana e il cognato Ahmet Zappa, e i loro figli, l’amata nipote Halo e il nipote Arrow Zappa.
Nei comunicati ufficiali e nei necrologi non vengono menzionati figli, ma solo i già citati: la compagna, i genitori, la sorella, il cognato e i due nipoti.
Gli amici lo ricordano come un uomo “dalla generosità infinita, con la sua poesia, il suo umorismo e la sua inconfondibile presenza”, una persona che “amava animali e persone allo stesso modo, dispensava abbracci indimenticabili e aveva la rara capacità di far sentire gli altri al sicuro e compresi”. “Elegante, carismatico e pieno di vita, affrontava ogni giorno con uno spirito rock ’n’ roll inarrestabile”, hanno aggiunto.
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