Orrore a Catanzaro, dove nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2026, una donna si è lanciata dal terzo piano della sua abitazione, trascinando con sé i tre figli piccoli.
Per lei e due bambini, di 4 anni e 4 mesi, non c'è stato niente da fare: sono morti sul colpo. La figlia maggiore, invece, si è salvata ma è ricoverata in condizioni gravissime in ospedale.
Secondo quanto finora emerso, Anna Democrito, 46 anni, si sarebbe lanciata dal balcone della sua casa in via Zanotti Bianco a Catanzaro, dopo aver lasciato cadere nel vuoto, uno dopo l'altro, i suoi figli. Tra le mani stringeva un rosario.
La madre dei piccoli lavorava come oss in una Rsa, frequentava la parrocchia di viale De Filippis ed era molto religiosa. Era conosciuta da tutti come una persona "tranquilla". Il dramma che ha coinvolto questa famiglia ha sconvolto profondamente tutta la comunità.
L'allarme è scattato intorno alle prime ore del mattino, lanciato da un poliziotto che vive nello stesso palazzo. Sul luogo della tragedia sono arrivate le ambulanze del 118, il personale della Medicina legale dell'Università 'Magna Grecia' e la Polizia di Stato. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna e di due dei suoi figli, Nicola e Giuseppe.
Il marito era in casa: lo avrebbe raccontato sotto shock alla pm e agli agenti della Mobile. Stava dormendo quando è stato svegliato improvvisamente dal rumore di uno schianto.
Quando ha visto la finestra aperta, è sceso in strada e ha tentato disperatamente di rianimare i bambini, aiutato dalle persone accorse. Ma per i due più piccoli era ormai troppo tardi.
La terza figlia Maria Luce, la maggiore di 6 anni, è stata trovata in condizioni gravissime: è ora ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese.
I medici stanno facendo tutto il possibile per salvarle la vita, nella speranza di non aggiungere altra disperazione al dramma: è in prognosi riservata per aver riportato un politrauma da caduta dall'alto.
Da quanto si apprende dalla nota dell'Azienda ospedaliera universitaria 'Dulbecco' di Catanzaro, le sue condizioni cliniche sono apparse, sin da subito, critiche ed "è stato necessario stabilizzare le lesioni più minacciose per la vita".
Le condizioni attuali, si legge ancora nella nota, permangono "critiche ma stabilizzate". Nelle prossime ore sarà trasferita all'ospedale Gaslini di Genova, individuato come centro ultraspecialistico di terzo livello, idoneo a garantire il prosieguo delle cure.
La Procura di Catanzaro, in una nota, ha confermato che la donna aveva già manifestato in passato disagi di natura psichiatrica. Nell'ultimo periodo, dopo la nascita del terzo figlio, le sarebbe stata diagnosticata una depressione post-partum.
Le indagini, dirette dal capo della Squadra Mobile Rosaria Di Blasi e coordinate dal pubblico ministero della Procura di Catanzaro Graziella Viscomi, dovranno accertare la dinamica, oltre che le cause dell'accaduto.
Gli inquirenti stanno cercando inoltre di ricostruire il contesto familiare nel quale è maturata la tragedia. Al momento, sarebbero state escluse altre ipotesi rispetto all'omicidio-suicidio, così come il coinvolgimento di terze persone. Intanto sui corpi delle tre vittime è stata disposta l'autopsia.
"Oggi ci siamo svegliati con questa notizia tragica, che ci ha lasciati sgomenti". Queste le parole all'Adnkronos del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita.
"Si tratta di una situazione di non particolare disagio, ma di un 'disagio invisibile', probabilmente acuito negli ultimi mesi, dopo la nascita dell'ultimo figlio. Sia lei che il marito lavoravano, il quartiere in cui vivevano è residenziale, in pieno centro, la donna frequentava la parrocchia e nulla lasciava presagire quanto poi è accaduto", ha spiegato.
Fiorita ha inoltre comunicato che sarà proclamato il lutto cittadino. "Nel frattempo facciamo il tifo per la piccola Maria, cercando anche di capire come aiutare il marito e quel che resta di questa famiglia a risollevarsi".
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