L’Unione Europea ha dato il via libera ad un nuovo sostegno economico destinato all’Ucraina, segnando un passo importante dopo settimane di stallo istituzionale. La decisione, maturata nel contesto del vertice di Cipro, arriva in seguito allo sblocco del veto ungherese e riapre anche il dibattito più ampio sul futuro percorso europeo di Kiev.
I leader dell’Unione Europea si sono riuniti a Cipro il 23 aprile 2026. Dopo settimane di blocco, causato dal veto ungherese, l’UE ha approvato un prestito di 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina nel biennio 2026-2027.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accolto con favore la decisione dell’UE riguardo al finanziamento salvavita per il suo paese.
"Oggi è un giorno importante per la nostra difesa e per le nostre relazioni con l'Unione Europea. Il prestito di sostegno europeo per l'Ucraina è stato sbloccato: 90 miliardi di euro in due anni", ha affermato Zelensky in un post su X.
Today is an important day for our defense and for our relations with the European Union. The European support loan for Ukraine has been unblocked – €90 billion over two years. This package will strengthen our army, make Ukraine more resilient, and enable us to fulfill our social…
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) April 23, 2026
Il leader ucraino ha affermato che si sta lavorando per rendere disponibile la prima parte del pacchetto di aiuti già tra maggio e giugno.
Zelensky ha inoltre aggiunto che i fondi saranno destinati "alla produzione di armamenti, all'acquisto di armi necessarie da partner che non produciamo ancora in Ucraina e alla preparazione del nostro settore energetico e delle infrastrutture critiche per il prossimo inverno".
Nella stessa giornata è stato approvato anche il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia; anche questo era in attesa di via libera a causa del veto ungherese.
Il superamento dello stallo rappresenta un passaggio politico rilevante nei rapporti interni all’Unione, dopo settimane di tensioni legate alle divergenze tra gli stati membri.
Resta tuttavia aperta la questione del veto di lunga data dell’Ungheria, guidata da Viktor Orbán, sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.
Proprio il 23 aprile anche Volodymyr Zelensky si trovava a Cipro. Il presidente ucraino ha però respinto le interpretazioni sul simbolismo della sua presenza, sottolineando che all’Ucraina dovrebbe essere concessa l’adesione a pieno titolo al blocco e non una partecipazione parziale, come riportato da France24 citando un messaggio rivolto ai giornalisti.
Zelensky ha inoltre affermato che il suopaese difende i "valori europei condivisi".
Il leader ucraino ritiene che il suo paese meriti la piena adesione al blocco, mentre l’attenzione è sempre più rivolta al prossimo cambio di potere a Budapest, che potrebbe influenzare le future decisioni europee.
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