Le elezioni municipali del 25 aprile 2026 nei territori palestinesi segnano un momento significativo, soprattutto nella Striscia di Gaza, dove si è votato per la prima volta dopo oltre vent’anni. In un contesto segnato da un fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, il voto rappresenta un tentativo di rilanciare il processo politico palestinese e rafforzare il ruolo delle istituzioni.
Il 25 aprile 2026, nella Striscia di Gaza si sono tenute le prime elezioni in oltre due decenni. Dopo la devastazione del territorio palestinese nella guerra e il fragile cessate il fuoco in corso tra Israele e Hamas, la tornata elettorale si è svolta solo in una città, Deir al-Balah, situata nella Gaza centrale. Deir al-Balah è una delle aree meno colpite dai bombardamenti durante la guerra che è durata quasi due anni ed è stata risparmiata dall'invasione di terra israeliana.
A Gaza solo circa 70mila persone potevano votare, cioè meno del 5 per cento della popolazione totale e si trattava quindi di un’elezione molto limitata e soprattutto simbolica, più che realmente rappresentativa. Tuttavia si tratta delle prime elezioni svolte nel territorio da quando Hamas ha preso il controllo nel 2006.
Le elezioni a Gaza sono state segnate inoltre da enormi difficoltà, dovute tra le altre alla mancanza di seggi elettorali adeguati e alla carenza di urne.
L'affluenza alle urne è stata del 23 per cento, una partecipazione piuttosto bassa. Tuttavia le autorità hanno spiegato questa scarsa affluenza con alcune difficoltà pratiche, in particolare gli sfollamenti su larga scala, che rendono difficile per molte persone recarsi alle urne, e i registri anagrafici non aggiornati.
Le elezioni municipali si sono tenute anche in Cisgiordania. In Cisgiordania ha votato il 56 per cento degli elettori, ovvero più di mezzo milione di persone. Questo livello di partecipazione è in linea con quello registrato nelle elezioni precedenti.
I risultati elettorali sono stati dominati dagli indipendenti e da Fatah. Hamas non ha presentato candidati alle elezioni.
Il voto ha offerto all’Autorità Palestinese anche l’occasione di collegare politicamente i territori e mostrare una certa capacità di governare in modo unitario sia la Cisgiordania sia Gaza, organizzando il voto in entrambe le aree.
L’Autorità Palestinese, alla guida di Mahmoud Abbas, non ha indetto elezioni presidenziali da più di due decenni. Le elezioni del 25 aprile sono state viste anche come un passo avanti verso le presidenziali.
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