06 May, 2026 - 14:36

Perché l'ex Governatore della Puglia Michele Emiliano deve rinunciare a una consulenza da 132 mila euro (e si è arrabbiato)

Perché l'ex Governatore della Puglia Michele Emiliano deve rinunciare a una consulenza da 132 mila euro (e si è arrabbiato)

Con il suo carattere fumantino c'era da aspettarselo: lo descrivono alquanto alterato.

Fatto sta che l'ex Governatore della Puglia Michele Emiliano deve rinunciare a una consulenza con la Regione Puglia da 132 mila euro. 

Il Consiglio Superiore della Magistratura, nello specifico la Terza Commissione, ha ribadito il proprio “no” alla richiesta della Regione Puglia di collocare Emiliano “fuori ruolo” per ricoprire l'incarico di consigliere giuridico del presidente Antonio Decaro.

Molto più probabilmente, il plenum del Csm gli concederà il prolungamento dell'aspettativa come consulente parlamentare, in attesa di essere candidato lui stesso come deputato o senatore nella prossima legislatura.

In ogni caso, almeno per ora, nonostante i tentativi della giunta regionale, Palazzo dei Marescialli ha confermato la propria linea lasciando l'ex presidente in una situazione di stallo professionale e politico.

Perché Emiliano deve rinunciare alla consulenza da 130 mila euro in Regione Puglia

Il diniego del Csm non nasce da una valutazione politica, naturalmente, ma da una interpretazione della norma riguardante lo status dei magistrati.

In pratica, di cosa si discute?

Al centro della controversia c'è il requisito dell'“accrescimento professionale”, che la Terza Commissione ha ritenuto insussistente nel caso di Michele Emiliano.

Poiché l'ex Governatore è ormai prossimo all'età pensionabile (ha 66 anni), l'organo di autogoverno della magistratura ha giudicato l'incarico presso la Regione — che avrebbe previsto un compenso di circa 130 mila euro lordi annui — non idoneo o quantomeno non sufficiente a giustificare il collocamento fuori ruolo.

La magistratura non ha ravvisato le condizioni previste dalla legge per un simile incarico. Mentre la Regione Puglia, guidata da Antonio Decaro, ha tentato invano di percorrere la strada del supporto tecnico-giuridico che poteva garantire.

Il muro eretto dal Csm appare ormai invalicabile. Il che costringe l'amministrazione regionale a cercare soluzioni alternative o rinunciare definitivamente ad avere Emiliano consulente.

Perché è fonte di polemiche il futuro di Michele Emiliano tra politica e magistratura

Il caso Emiliano non è solo una questione burocratica, ma rappresenta un nodo politico complesso che rischia di incrinare i rapporti all'interno del centrosinistra pugliese. Ma non solo: più in generale, esso riaccende il dibattito sul rapporto tra toghe e politica.

La posizione assunta dal Csm ha alimentato la tensione. Alcuni osservatori vedono nel voto dell'organo di autogoverno delle toghe un segnale netto proveniente dal mondo giudiziario verso il ritorno in servizio attivo degli ex magistrati prestati alla politica.

Attualmente, quindi, Emiliano resta in una posizione di incertezza: con la strada regionale sbarrata, per lui si avvia la procedura di rientro in magistratura. Tuttavia, le regole vigenti gli impediscono di riprendere il servizio in Puglia o in Basilicata, obbligandolo a un ricollocamento in sedi più lontane.

E mentre il futuro professionale dell'ex Governatore rimane in bilico, per lui si affacciano nuove ipotesi, come la possibilità di riamnere con un incarico presso le commissioni parlamentari, il che non fa altro che alimentare ulteriormente le polemiche.

Tanto più che nel 2027 Emiliano dovrebbe candidarsi al parlamento e, nel frattempo, ha dichiarato a Tele Norba:

virgolette
De Caro dice a tutti che soffre la mia presenza. Ma questo lo capisco perché io avevo un padre straordinario e non riuscivo nemmeno a guidare la macchina se era seduto accanto a me. Però non l'ho mai lasciato a un distributore di benzina per passare a riprenderlo...

 

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