11 May, 2026 - 15:37

Iran, Trump respinge la risposta di Teheran alla proposta di pace Usa: tornano i timori di escalation

Iran, Trump respinge la risposta di Teheran alla proposta di pace Usa: tornano i timori di escalation

Si riaccende la tensione tra Stati Uniti e Iran dopo che il presidente americano Donald Trump ha respinto la risposta di Teheran alla proposta di pace avanzata da Washington. Nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso aprile, il rifiuto della proposta iraniana ha alimentato i timori di una nuova escalation nella regione e ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici, con il petrolio Brent salito oltre i 105 dollari al barile. Nel frattempo, Teheran ha avvertito che reagirà a eventuali nuovi attacchi statunitensi.

Trump respinge la risposta dell’Iran alla proposta di pace

Dopo circa una settimana di attesa è arrivata la risposta dell’Iran alla proposta di pace degli Stati Uniti, mentre prosegue un fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Il presidente americano, Donald Trump, ha respinto la risposta dell’Iran alla proposta di pace di Washington in un post su Truth Social del 10 maggio 2026, definendola "totalmente inaccettabile".

"Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'rappresentanti' iraniani. Non mi piace per niente, è ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE!" ha affermato Trump.

Il 6 maggio il presidente statunitense aveva menzionato la possibilità di finalizzare un accordo con l’Iran. Secondo quanto riportato dal sito di notizie americano Axios, si trattava di un memorandum d’intesa di una pagina, composto da diversi punti. Questa proposta includeva disposizioni riguardanti la riapertura dello Stretto di Hormuz e anche un quadro sul programma nucleare iraniano.

Tensioni elevate e impatto sui mercati

Resta quindi alta la tensione tra Stati Uniti e Iran. Il rifiuto da parte di Donald Trump della proposta di Teheran ha acceso nuovamente i timori di una ripresa del conflitto. Inoltre, ha avuto un effetto sui mercati e ha portato a un’impennata del petrolio Brent che ha raggiunto, l’11 maggio, con un aumento fino al 4 per cento, i 105,5 dollari al barile. Successivamente il prezzo è sceso leggermente.

Teheran ha lanciato un duro avvertimento, affermando che non esiterà a reagire a eventuali nuovi attacchi statunitensi e che non permetterà la presenza di altre navi da guerra straniere nello Stretto di Hormuz.

Lo scorso 8 aprile è entrato in vigore un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran volto a facilitare i negoziati di pace. Sebbene pochi giorni dopo, il 13 aprile, dall’inizio della tregua l’amministrazione Trump abbia imposto un blocco navale ai porti iraniani, il presidente americano ha annunciato, il 22 aprile, la proroga del cessate il fuoco. Ad oggi, nonostante le tensioni, la tregua è stata ampiamente rispettata.

La situazione resta quindi particolarmente delicata, soprattutto considerando il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz per il commercio energetico mondiale e il rischio che nuove tensioni possano avere conseguenze sull’intera regione.

La telefonata tra Trump e Netanyahu

Axios ha riportato che il presidente americano, in una breve telefonata, ha affermato di aver parlato, il 10 maggio, con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. I due leader avrebbero discusso, tra gli altri argomenti, anche della risposta iraniana alla proposta statunitense.

Anche se durante l’intervista Trump avrebbe affermato ad Axios che avrebbe respinto la risposta di Teheran alla proposta, non avrebbe indicato la prossima mossa che Washington intende mettere in atto.

Netanyahu: “La guerra contro l’Iran continuerà”

In un’intervista a 60 Minutes della CBS News, Benjamin Netanyahu ha parlato della situazione in Medio Oriente e ha affermato che la guerra contro l’Iran continuerà finché il paese disporrà di scorte di uranio altamente arricchito.

"Penso che si sia ottenuto molto, ma non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati. Ci sono ancora gruppi armati che l'Iran sostiene. Ci sono missili balistici che vogliono ancora produrre", ha affermato il primo ministro israeliano.

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