Un ruolo così disturbante da offendere un'intera categoria di persone. Da quando è uscito "Euphoria 3" (e lo show ha sbarcato su HBO Max tra il 12 e il 13 aprile) si è parlato soprattutto di Cassie, il personaggio interpretato da Sydney Sweeney, che per finanziare il suo matrimonio prima, e per pagare i debiti di Nate poi o "provvedere a sé stessa" dopo i risvolti della puntata 3, decide di aprire un profilo su OnlyFans.
A condire questa forte narrativa, le scelte di Levinson che ce la mostrano in pose e atteggiamenti che non hanno fatto altro che provocare polemiche dal pubblico e, conseguentemente, da chi davvero è del mestiere: modelle e creator che lavorano sulla piattaforma.
Alcune di loro, tra le più famose e navigate del settore, hanno accusato lo show di essere poco realistico, di cattivo gusto e pieno di stereotipi.
La trama di Cassie della stagione 3 di "Euphoria" ruota tutta al suo bisogno di essere vista, amata, accettata e ricevere l'approvazione di chi la guarda (in particolare gli uomini).
Lo si vede da come parla con Maddy dopo che le chiede di essere sua manager nel secondo episodio e da come conversa con Nate mentre gli riferisce di averla incontrata.

E il punto quindi, non sono i fiori da comprare per il matrimonio, c'è più del guadagno per il personaggio e sarebbe potuto risultare pure interessante filo psicologico, se lo show non si fosse spinto a mostrarci una rappresentazione sin troppo estrema e, a detta di molti, anche surreale.
Cassie posa vestita da cane, con accessori fetish e poi anche interpretando una versione-neonata di sé stessa per attirare l'attenzione degli abbonati.
A rendere il tutto ancora più assurdo l'iniziale presenza di Juana, la domestica, che le fa da fotografa per le prime puntate della serie.
Poi Maddie prova a trasformarla, a spingerla verso strategie estreme per guadagnarsi visibilità e tra queste c'è la partecipazione alla festa in una villa piena di influencer: lì, in pochissimo tempo, Cassie balla, si espone davanti alla telecamera, partecipa a situazioni scandalose e, in un lampo, diventa virale.
Ma è davvero così che funziona il mondo dei creator sulla piattaforma per adulti?
La risposta è "assolutamente no" e a dirlo sarebbero proprio alcune creator che si sono esposte duramente contro questa rappresentazione.
Sydney Leathers, online sulla piattaforma dal 2017, ha trovato alcune scene ridicole e caricaturali, sostenendo che molti contenuti non sarebbero nemmeno stati giudicati a norma dai termini di OnlyFans.
Ha spiegato.
In particolare, le foto di age-play in cui Cassie è vestita da neonata violano le regole e non sarebbero potute essere pubblicate.
Maitland Ward, invece, tra le creator più note e con guadagni molto alti, ha criticato proprio tutta la scelta narrativa.
Secondo lei, scene come quelle di "Euphoria", non fanno altro che alimentare gli stereotipi, già dannosi ed esistenti sulle sex worker, come fossero disposte a tutto pur di guadagnare o come se non avessero alcun tipo di morale.
Così si rischia, a detta sua, anche di confondere il lavoro sessuale con gravi temi di abuso o sfruttamento e non bisogna dimenticare che lo stigma, in questo caso, è già molto forte.
ha dichiarato la creator.
Alix Lynx ci spiega poi, che sì, forse è realistico il fatto che per lanciarsi nel lavoro sia più intelligente fare networking, collaborazioni e mettersi il più possibile in mostra, ma di certo non ci si riesce tutto in una notte e nel modo degradante che ci è stato mostrato sullo schermo.
Serve tempo, strategia e fanbase, esattamente come succede a chiunque voglia lavorare sui social. Senza un pubblico prima di aprire il profilo sulla piattaforma è molto difficile, a quanto pare, avere successo.
Ha raccontato la creator.

E come si difende Sam Levinson? Non si difende.
Il regista di Euphoria dichiara sempre di aver voluto spingere di proposito sull'assurdo e che alcune delle sue scelte volevano rappresentare qualcosa di profondo.
Parla in particolare dell'uso della luce nelle scene OnlyFans: ha utilizzato solo una ring ligth frontale durante le riprese, perfetta per la performance di Sweeney, circondata però dal buio.
Il contrasto visivo vorrebbe mostrare distanza tra realtà e immagine, tra ciò che si vede online e la solitudine oltre lo schermo.
Ma qui sembra proprio che non ci sia spazio per fare troppi discorsi sui vezzi artistici e sulle luci (sempre bellissime) di Levinson. Secondo chi il sex working lo pratica per davvero, quella di Euphoria è l'ennesima errata rappresentazione di Hollywood, messa su in modo superficiale, (oppure appunto triste e degradante) e l'unica cosa giusta sarebbe stata informarsi con chi per davvero lavora su OnlyFans, tenendo presente l'impatto culturale di una serie così vista. Queste immagini influenzano il modo in cui il pubblico percepisce un'intera categoria di persone e, insomma, potrebbe essere più negativo di così?
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *