Si stava recando al lavoro, come faceva ogni giorno. Da qualche tempo lavorava in campagna come bracciante agricolo. Bakari Sako aveva 35 anni ed era originario del Mali: sarebbe stato aggredito mortalmente da una baby gang all'alba di sabato 9 maggio 2026 a Taranto. Il suo corpo è stato trovato in piazza Fontana, in una zona centrale della città.
Sull'omicidio sta indagando la Squadra Mobile: ma intanto la comunità è sconvolta per un delitto tanto efferato ai danni di una persona definita tranquilla, che lavorava per mantenere la sua famiglia.
Bakari Sako era arrivato a Taranto nel 2022 per raggiungere il fratello: viveva in Italia con regolare permesso di soggiorno e non aveva precedenti. Era ben inserito nella comunità degli immigrati. Dopo aver lavorato come cameriere, di recente aveva perso il lavoro e quindi si recava nei campi, in attesa di un'occupazione più stabile. Solitamente parcheggiava la sua bicicletta in stazione, per prendere il treno e raggiungere Massafra.
Secondo quanto ricostruito, è stato colpito al petto, forse con un cacciavite: per lui non c'è stato scampo. Si è accasciato al suolo mentre i suoi aggressori, cinque ragazzi giovanissimi, sono fuggiti via.
Bakari Sako aveva una famiglia e una moglie incinta in Mali: suo figlio non conoscerà mai suo padre. A Taranto, dopo la tragedia, è arrivato il fratello, che nel frattempo si era trasferito in Spagna. Increduli e sconvolti gli amici.
Cinque giovani incensurati sono stati fermati oggi, 11 maggio 2026, per la morte di Bakari Sako, come annunciato dal Tg1. Quattro hanno tra i 15 e i 17 anni, mentre il quinto è un 19enne.
Gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a risalire alla loro identità grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Per tutti l'accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi.
Il Tg1 ha inoltre mostrato un video, registrato alle 5:20 del mattino, in cui si vede la vittima in sella alla sua bici nella zona della città vecchia prima della brutale aggressione. Sako sarebbe stato accerchiato e aggredito con pugni, calci e forse anche con un coltello, la presunta arma del delitto che non è ancora stata ritrovata.
A sferrare i colpi mortali nella zona toracica e addominale del bracciante sarebbe stato uno dei quattro minorenni, che compirà 16 anni tra qualche giorno.
Sarebbe stato ucciso da una baby gang un bracciante di 35 anni a #Taranto. Due sospettati sono stati fermati.#Tg1 Gianvito Cafaro pic.twitter.com/AecNbxiM1b
— Tg1 (@Tg1Rai) May 11, 2026
La vicenda ha profondamente scosso i cittadini e le istituzioni: il 35enne sarebbe stato aggredito senza motivo, dopo un banale diverbio.
Il segretario generale della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, è intervenuto sulla vicenda evidenziando che l'agguato in cui è morto Bakari Sako
Secondo D'Arcangelo, il 35enne "è un altro lavoratore morto sul lavoro", ma stavolta per una responsabilità "collettiva rispetto ad un territorio che diventa sempre più fragile e insicuro", ha aggiunto.
ha sottolineato.
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