Nella giornata di ieri, il vicepremier Matteo Salvini ha scatenato per qualche ora un caso politico all’interno della maggioranza. Intervenedo al Festival dell’Economia di Trento, ha parlato della possibile durata della legislatura e dell’ipotesi che il voto nel 2027 non sia del tutto scontato.
Le sue parole sono state inizialmente interpretate come un’apertura a elezioni anticipate, prima di essere chiarite dallo stesso leader della Lega e ridimensionate anche dagli alleati di governo.
Salvini ha chiarito di non aver ha proposto elezioni anticipate, ma ha detto che la durata del governo potrebbe dipendere anche da fattori economici e dal contesto generale.
Fatto sta che, per qualche ora, in molti hanno pensato al "Papeete", l'esclusiva spiaggia di Milano Marittima da cui, nell'estate del 2019 il leader della Lega pose fine al Governo Conte I.
E proprio, Giuseppe Conte, è stato tra i primi a commentare il caso nel centrosinistra suggerendo che Salvini sarebbe ritornato sui suoi passi "dopo aver visto l’effetto che ha prodotto”.
Insomma, non si può mai stare tranquilli nel governo di Giorgia Meloni dove, tuttavia, le parole del vicepremier non rappresentano propriamente un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi mesi, infatti, la Lega è stata tra i partiti della maggioranza che ha manifestato maggiori segnali di irrequietezza.
Ma cosa ha detto Matteo Salvini per mandare in fibrillazione gli alleati e aprire un caso in maggioranza?
Durante il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, Salvini ha risposto a una domanda sulla durata dell’esecutivo, sottolineando che il voto nel 2027 non sarebbe scontato come fino a pochi mesi fa e che la tenuta del governo dipenderebbe anche da fattori economici, come inflazione e caro bollette.
Una considerazione che è stata letta come un’apertura implicita a elezioni anticipate innescando un caso politico in maggioranza.
Nel giro di poche ore, però, Salvini è intervenuto per chiarire la sua posizione, ribadendo che l’obiettivo resta arrivare alla fine della legislatura nel 2027 e che non esiste alcuna intenzione di andare al voto anticipato.
Per precisione le parole del vicepremier - così come riportate dalle agenzie di stampa - sono state:
“La fine legislatura è a settembre” 2027. Se si andrà al voto a scadenza naturale “non lo so, dipende anche dai fattori economici. Oggi abbiamo inflazione, caro spesa, caro bollette ed è normale che la fiducia dei cittadini cala”.
Il riferimento è al peggioramento del quadro macroeconomico scatenato dalla crisi iraniana.
Queste parole sono state sufficienti a far scattare una serie di campanelli d'allarme nell'esecutivo, ma che lo stesso leader della Lega ha chiarito meglio, qualche ora dopo, sulla scia dell'ondata di polemiche scaturite:
“Ribadisco che il nostro obiettivo è di arrivare assolutamente a fine legislatura”, ha detto, precisando di non pensare “minimamente” a una conclusione anticipata della legislatura, fissando l’orizzonte al 2027 e aggiungendo che votare “con le guerre finite” sarebbe auspicabile, soprattutto per cittadini e imprese.
Una smentita che ridimensiona l’episodio e chiude il caso sul piano formale ma non cancella il messaggio.
Dalla maggioranza sono arrivate dichiarazioni volte a ridimensionare il caso.
Esponenti di Fratelli d’Italia - secondo quanto riportato da AdnKronos - hanno parlato di parole “forzate” e non indicative di una volontà politica reale di anticipare il voto. Fonti autorevoli del partito hanno evidenziato che Salvini “ha smentito subito” e parlano di una dichiarazione “forzatissima”, frutto di una sintesi impropria di risposte diverse.
Già nel pomeriggio era arrivate le prime dichiarazioni dall'esecutivo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dai cronisti alla Camera sull’ipotesi di elezioni anticipate evocata da Salvini, aveva replicato asciutto:
Più netto Antonio Tajani che ha escluso qualsiasi scenario di voto anticipato, ribadendo che “la legislatura arriverà a scadenza naturale”.
erano state, invece, le parole del ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ospite di Zapping, su Rai Radio 1.
Le parole di Salvini, tuttavia, sono rimbalzate immediatamente tra i partiti del centrosinistra che hanno subito raccolto l'assist.
Salvini ha parlato di voto anticipato “salvo poi rimangiarsi tutto dopo aver visto l’effetto che ha prodotto, forse ha ricevuto una chiamata da palazzo Chigi”, ha dichiarato Giuseppe Conte, che poi ha incalzato:
“Se continuano a litigare così” nel governo non arrivano a fine legislatura, “ma faranno di tutto per arrivare fino all’ultimo per amministrare con scarsi successi e sistemare amici e amichetti”.
Per il leader di AVS, Angelo Bonelli le parole di Salvini sono "un segnale evidente del caos totale che ormai attraversa la maggioranza" e che "dire che si voterà nel 2027 “ma dipende dai fattori economici” significa evocare apertamente la possibilità di elezioni anticipate."
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