Il video del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir che irride e umilia gli attivisti della Flotilla, tra cui diversi nostri connazionali, al porto di Ashdot è stato per il governo italiano l'ultima goccia di un vaso già colmo.
“Israele ha superato la linea rossa” ha dichiarato a caldo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha annunciato l'adozione di iniziative proporzionate alla gravità di quanto accaduto.
Una posizione condivisa naturalmente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in un post ha definito le immagini “inaccettabili”.
Ma è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha esprime il sentimento di indignazione di tutto il Paese definendo quanto accaduto “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali che tocca un livello infimo”.
Le parole di Mattarella rappresentano uno dei giudizi più severi pronunciati finora dalle istituzioni italiane nei confronti del governo Netanyahu. Un segnale che certifica il deterioramento dei rapporti diplomatici dopo mesi di tensioni sulla guerra a Gaza.
L'opposizione, intanto, incalza il governo affinché alle parole faccia seguire i fatti.
Per mesi il governo Meloni scelto di tenere una linea prudente nei confronti dell’esecutivo israeliano,ma nelle ultime settimane, tuttavia, Palazzo Chigi aveva già dato segnali di un cambiamento di linea con la sospensione dell’accordo di cooperazione Italia-Israele sulla difesa, fino al voto favorevole alle risoluzioni ONU pro Palestina (su cui l'Italia si era sempre astenuta).
Ora il nodo politico è capire come l’esecutivo intenda trasformare la netta condanna diplomatica delle ultime ore, in misure concrete nei confronti del governo Netanyahu.
Il ministro degli Esteri ha annunciato d'ora in poi la “linea dura” del governo. Il titolare della Farnesina ha spiegato che sul tavolo al momento ci sono varie opzioni e che il governo studierà la risposta più proporzionata.
Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) May 20, 2026
Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti…
Tajani non si è sbilanciato, ma, sul tavolo ci sarebbero – come fanno notare anche le opposizioni – l'uscita dal trattato di cooperazione UE-Israele e l'adozione di sanzioni nei confronti di Tel Aviv.
Ieri sera il ministro degli Esteri, Tajani ha annunciato che nelle prossime ore "dall'aeroporto di Ramon dovrebbero partire tutti gli italiani per essere accompagnati in Grecia o in Turchia".
Tajani, però, ha chiarito che saranno presi provvedimenti:
In serata è stato anche convocato convocato l'ambasciatore Israeliano a Roma. Palazzo Chigi pretendeva le “scuse immediate di Israele” per quanto accaduto, che tuttavia non sono arrivate o almeno non formalmente, stando a quanto dichiarato da Tajani a Tg2 Post.
Intanto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha annunciato l'intenzione del governo di riferire in Aula su quanto accaduto ad Ashdot.
Durissima la reazione anche dei partiti di centrosinistra che chiedono al governo la sospensione degli accordi con Israele e l'adozione di sanzioni nei confronti del governo di Netanyahu.
Ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervistata da ‘La Repubblica’.
La segretaria dem ha poi invitato il governo a votare la proposta di legge depositata da Pd, M5S e AVS per vietare l'importazione di prodotti provenienti dai territori palestinesi occupati.
Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, il governo è rimasto silenti fino ad oggi.
Insiste sull'uscita dall'accordo con Israele anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte:
Questo è il Ministro israeliano Ben Gvir che umilia e vessa gli attivisti della Flotilla, dopo un arresto illegale eseguito a mano armata in acque internazionali in cui è stato coinvolto anche il deputato del M5S Dario Carotenuto, anche lui imbarcato per portare aiuti umanitari e… pic.twitter.com/68sVl3IrAD
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) May 20, 2026
La vicenda della Flotilla rischia ora di trasformarsi in un passaggio politico cruciale per il governo Meloni.
Per la prima volta dall’inizio della guerra a Gaza, l’esecutivo italiano si trova infatti sotto una pressione interna e internazionale tale da dover scegliere se limitarsi alla condanna diplomatica o compiere un salto politico senza precedenti nei rapporti con Israele.
Ed è proprio su questo terreno — quello delle eventuali sanzioni, della sospensione degli accordi e delle iniziative concrete contro il governo Netanyahu — che opposizioni e opinione pubblica misureranno la credibilità della “linea dura” annunciata da Tajani.
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