Continuano a far discutere le intercettazioni di Andrea Sempio, tra soliloqui e conversazioni in cui si lascia andare a esternazioni sul delitto di Chiara Poggi.
L'ultima, in ordine di tempo, riguarda i due vasetti vuoti di Fruttolo trovati nella spazzatura della villetta dei Poggi, insieme agli altri resti dell'ultima colazione della vittima. Conservati per diciotto anni, sono stati analizzati solo a giugno del 2025, per capire chi avesse potuto mangiarli, e inseriti nell'incidente probatorio. La vittima, infatti, era intollerante al lattosio e non c'era certezza che fosse stata lei a consumarli.
È questo il dettaglio che ha portato l’intercettazione di Sempio, risalente al 21 marzo 2025, ad attirare l'attenzione da parte dei media. Dalle sue parole, infatti, sembrano emergere dettagli in realtà confermati solo successivamente.
Andrea Sempio viene intercettato mentre parla con un'amica dei reperti che sarebbero stati analizzati in vista dell'incidente probatorio. Sembra preoccupato delle eventuali sue tracce che avrebbero potuto trovare, considerando che frequentava la casa.
L'indagato spiega che
Eppure la certezza che Chiara avesse mangiato i due vasetti di yogurt sarebbe arrivata solo tre mesi dopo. Sulla linguetta è stato trovato solo il DNA della vittima.
Come emerge dall'intercettazione, Sempio aggiunge che
Invece, per quanto riguarda i resti della colazione, ribadisce di essere "tranquillo".
È importante sottolineare, però, che nonostante questa spazzatura sia stata presa in esame e analizzata per cercare tracce di piste alternative nel delitto, verificando la presenza di terze persone la mattina del delitto, del Fruttolo si era parlato più volte, anche negli anni precedenti.
Ad attirare l'attenzione degli investigatori sono state altre intercettazioni, soprattutto i soliloqui del 38enne, come quello sul video intimo di Chiara e Alberto e sul sangue presente sulla scena del crimine.
Se per la Procura di Pavia hanno un significato rilevante, per il pool difensivo si tratta di "dialoghi virtuali" in cui simula o immagina interrogatori, oppure riprende "le ipotesi circolanti tra gli utenti dei podcast", o ancora usa l'immaginazione, mettendosi nei panni del condannato Alberto Stasi, ipotizza le domande degli inquirenti e le sue "virtuali risposte".
Secondo la consulenza depositata lo scorso 25 maggio in Procura dalla difesa,
in linea con un registro polemico ma "certamente non confessorio".
Inoltre, secondo i legali dell'indagato, Liborio Cataliotti e Angela Taccia,
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