27 May, 2026 - 16:15

Come sarà organizzato il Mondiale dell'Iran tra Messico e USA? La politica nel calcio

Come sarà organizzato il Mondiale dell'Iran tra Messico e USA? La politica nel calcio

Sarà un Mondiale a due facce quello dell'Iran. La nazionale asiatica dovrà fare la spola tra Messico e Stati Uniti, in un viaggio continuo tra i due Paesi confinanti. Un vero tour de force che trasformerà la spedizione mondiale in un incubo per la nazionale iraniana, costretta a fare i conti con altri problemi legati all'accesso negli USA. Il motivo? Ovviamente la guerra in Medio Oriente, con il presidente americano Donald Trump disposto a fare di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alla squadra di calcio.

Percorrere centinaia di chilometri per raggiungere le sedi delle partite sarà un handicap per l'Iran. La nazionale di Amir Ghalenoei lo sa bene ma, allo stesso tempo, è consapevole che giocare negli Stati Uniti e risiedere in Messico è il male minore rispetto agli scenari circolati di recente. L'Iran ci sarà ai Mondiali e, a meno di clamorose sorprese, potrà dire la sua nel torneo calcistico più atteso della stagione.

Iran, ritiro spostato in Messico tra le polemiche

Fino a due giorni fa il Messico era certo di stabilirsi a Tucson, in Arizona. Sarebbe dovuta essere quella la sede del ritiro della nazionale, impegnata ai Mondiali nel Gruppo G. Poi la svolta e il veto di Trump, che ha costretto a spostare la base a Tijuana, città messicana a pochi chilometri dal confine con gli USA. Un cambio di rotta netto, giustificato dal fatto che il tycoon non ha intenzione di permettere alla nazionale iraniana di stabilirsi sul suolo americano.

La tensione tra Stati Uniti e Iran nella guerra in corso, perciò, si rifletterà direttamente sul calcio giocato. E nonostante i tifosi vorrebbero che questo non si verificasse mai, è logico che lo sport sia direttamente influenzato da ciò che lo circonda. Poco importa se si parla dei Mondiali e del torneo più prestigioso in assoluto, il potere della politica non ha mai avuto e non avrà mai limiti né confini.

Un viaggio problematico

Il Mondiale dell'Iran inizierà dal SoFi Stadium di Inglewood, in California, a circa 220 km dal ritiro di Tijuana. La squadra di Ghalenoei dovrà farsi più di due ore di tragitto per raggiungere lo stadio dell'esordio, lo stesso della seconda gara con il Belgio.

Le distanze si allungheranno ulteriormente nel terzo appuntamento con l'Egitto, in programma il 27 giugno al Lumen Field di Seattle. I chilometri supereranno quota 2.000 e sarà necessario prendere un volo per evitare di trasformare il viaggio in un'odissea. Ad aggiungersi ai problemi logistici ci sono quelli legati ai permessi di staff tecnico e dirigenza: non è ancora chiaro se tutti i membri riusciranno a ottenere i visti per entrare negli USA.

Il percorso dell'Iran

Il passaggio del turno da parte dell'Iran è al momento un'ipotesi remota. Belgio ed Egitto sembrano di gran lunga superiori ma la nazionale asiatica ce la metterà tutta per ribaltare i pronostici e volare agli ottavi di finale. In quel caso, i ragazzi di Ghalenoei potrebbero affrontare un altro viaggio impegnativo, dato che la fase a eliminazione diretta si giocherà ancora negli Stati Uniti.

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