Non ha risposto al gip Manuel Iannuzzi, accusato di aver provocato la morte della piccola Beatrice di soli 2 anni, trovata senza vita lo scorso 9 febbraio nell'abitazione della madre Emanuela Aiello a Bordighera, in provincia di Imperia. Oggi, 3 giugno 2026, si sono svolti gli interrogatori di garanzia del 42enne e della donna, che invece ha scelto di dare la propria versione dei fatti.
Iannuzzi è stato arrestato il 30 maggio, mentre la 43enne è già in carcere da febbraio. Secondo gli inquirenti, sarebbero emerse violenze e umiliazioni ai danni della bimba da parte della coppia, come testimoniato anche dalle sorelle maggiori di 9 e 7 anni, sentite in audizione protetta dalla stessa pm insieme a una psicologa.
L'interrogatorio di garanzia si è svolto nel carcere di Imperia, dove Manuel Iannuzzi è stato trasferito nei giorni scorsi dal penitenziario genovese di Marassi. L'uomo, compagno di Aiello, è accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte, ma lui continua a proclamarsi innocente.
Il 42enne, residente a Perinaldo, è assistito dagli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffrè. Quest'ultima ha confermato all'Adnkronos la decisione di non rispondere in quanto la difesa non ha ancora in mano gli atti.
ha spiegato. L'avvocata ha inoltre riferito che Iannuzzi sarebbe "sconvolto da tutta la sua situazione, la misura cautelare era inaspettata".
Emanuela Aiello, difesa dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, ha respinto ogni accusa.
ha dichiarato all'Adnkronos l'avvocato Laura Corbetta. La 43enne ha inoltre escluso di aver picchiato e percosso le tre figlie: avrebbe scaricato la responsabilità su Iannuzzi.
ha aggiunto l'avvocato.
Una delle accuse formulate nei confronti della donna è di aver coperto il compagno, non dichiarando di trovarsi a Perinaldo la sera in cui probabilmente la piccola Beatrice è morta. Secondo i legali, non l'avrebbe fatto per proteggerlo, bensì "tutto si è sviluppato in poco tempo, mentre lei era in un mix di paura e incredulità".
Ad affermare che la donna non era violenta con le tre figlie sarebbe stato anche l'ex marito e padre delle bambine, in carcere da qualche mese. Tuttavia, come emerge dall'ordinanza di custodia cautelare, la madre sarebbe stata accusata proprio dalle sorelle di Beatrice. Aiello resta comunque in carcere.
Secondo quanto emerso, le figlie maggiori di Aiello hanno raccontato che la madre le lasciava spesso da sole per trascorrere del tempo a casa di Iannuzzi, lasciando un cellulare alla figlia di 9 anni che aveva il compito di badare alle sorelline più piccole.
Le bambine hanno inoltre riferito numerosi episodi, circa una ventina, in cui l'uomo avrebbe picchiato la sorellina con schiaffi ma anche usando il cavo di un caricabatterie o con una cintura, lasciandole segni sul corpo. A dicembre dello scorso anno le avrebbe provocato un occhio nero, colpendola con una ciabatta a distanza ravvicinata.
Inoltre, stando sempre alla testimonianza delle piccole, Iannuzzi avrebbe tirato i capelli a Beatrice fino a strapparglieli per motivi futili, ad esempio perché si rifiutava di mangiare, oppure perché perdeva l'equilibrio. Anche Emanuela Aiello avrebbe iniziato a picchiare la figlia minore da quando aveva intrapreso la nuova relazione.
Beatrice viene descritta dalle sorelle come una bambina tranquilla, vittima di violenze inimmaginabili. Sul suo cellulare sarebbero stati trovati video e foto che, stando agli inquirenti, documenterebbero tali episodi: persino un filmato in cui Iannuzzi la costringeva a fumare una sigaretta, secondo l'ipotesi investigativa contenente sostanze stupefacenti.
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