06 Jun, 2026 - 09:49

Milano Certosa, svolta nell'omicidio di Gianluca Ibarra Silvera: arrestato un 19enne, cosa è emerso

Milano Certosa, svolta nell'omicidio di Gianluca Ibarra Silvera: arrestato un 19enne, cosa è emerso

C'è una svolta nelle indagini sull'omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne di origini ecuadoriane accoltellato nella stazione ferroviaria di Milano Certosa la notte tra il 26 e il 27 maggio. A poco più di una settimana dai fatti, la Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha disposto il fermo di un ragazzo di 19 anni di origini peruviane, ritenuto dagli investigatori tra i presunti responsabili dell'aggressione. Contestualmente sono stati identificati e interrogati altri sette ragazzi, tutti residenti tra Milano e l'hinterland: stando a quanto emerso finora, apparterrebbero a una gang latina. 

L'agguato al 22enne alla stazione di Milano Certosa

La sera del 26 maggio Gianluca Ibarra Silvera si trovava nella stazione di Milano Certosa insieme al fratello di 20 anni e a un amico di 32. Avrebbe dovuto prendere il treno che lo avrebbe riportato a Segrate dopo aver trascorso la serata insieme al padre, alla compagna e al figlio di lei, quando, senza motivo, era stato accerchiato da una decina di giovani e aggredito a morte.

Dalle ricostruzioni è emerso che il gruppo li aveva già avvicinati qualche istante prima, rivolgendo loro insulti e frasi provocatorie, facendo gesti riconducibili a una gang. Al momento del secondo incontro, la tragedia: alcuni membri della comitiva avrebbero iniziato a lanciare bottiglie e pietre contro il 22enne, il fratello e l'amico, costringendoli alla fuga.

Il fratello di Gianluca e il 32enne erano riusciti a mettersi in salvo. Il 22enne, caduto durante l'inseguimento, era stato raggiunto, accerchiato e colpito ripetutamente con un coltello, soprattutto agli arti inferiori. Fendenti che non gli hanno lasciato scampo: uno gli ha reciso l'arteria femorale, provocandone il decesso poco dopo il ricovero all'ospedale Fatebenefratelli.

Le indagini e il fermo del 19enne: cosa è emerso

Le indagini, affidate alla Squadra mobile di Milano e coordinate dalla Procura, si sono concentrate sull'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area della stazione. Da lì, alla fine, è arrivata la svolta, con l'identificazione dei presunti responsabili dell'aggressione.

Tra questi figura il 19enne peruviano residente a Canegrate - con precedenti per rapina e lesioni, destinatario di un provvedimento di espulsione sospeso - fermato nelle scorse ore con l'accusa di omicidio volontario aggravato grazie anche al riconoscimento dei due sopravvissuti.

La pista delle pandillas e gli altri giovani identificati

Parallelamente al fermo del 19enne, gli investigatori hanno identificato e interrogato altri sette ragazzi sudamericani, tutti residenti tra Milano e l'hinterland, di cui alcuni già noti alle forze dell'ordine. Al momento non risultano destinatari di provvedimenti restrittivi. 

Secondo quanto emerso, farebbero parte di un gruppo più ampio - composto in totale da circa 17 persone -, riconducibile probabilmente a una delle "pandillas" attive sul territorio. Una pista indicata dal padre della vittima già nelle ore immediatamente successive ai fatti.

Poi seguita con attenzione dai poliziotti, che avevano ritrovato sui muri della stazione scitte e simboli precisi. Gli accertamenti proseguono per chiarire con esattezza la dinamica dei fatti e accertare le responsabilità.

Resta intanto lo shock della comunità locale per la morte di Gianluca, ricordato da tutti come "un ragazzo d'oro". Ventidue anni e un lavoro nella società che si occupa di allestimento stand per fiere ed eventi dei familiari, il ragazzo non aveva precedenti penali.

virgolette
Non meritava tutto questo,

ha detto il papà, Wilmer Ibarra. E ancora: "Avevo già perso una figlia, non so se riuscirò a sopravvivere". 

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