14 Jun, 2026 - 11:44

Perché Tyra Banks fa causa a Netflix? Le accuse alla docuserie su "America's Next Top Model"

Perché Tyra Banks fa causa a Netflix? Le accuse alla docuserie su "America's Next Top Model"

Tyra Banks non ci sta. La supermodella, oggi 52enne, ex conduttrice e star indiscussa del famoso reality "America's Next Top Model", ha intentato una causa per diffamazione contro Netflix.

Sì, proprio quella Netflix grazie alla quale l'abbiamo recentemente rivista a distanza di tanti anni in streaming. La top model si era prestata per rilasciare dichiarazioni, insieme ad altri volti che hanno fatto la storia del programma sulle modelle americane, per la docuserie della piattaforma intitolata "Reality Check: Inside America's Next Top Model".

Il quadro che ne è uscito ha decisamente scosso buona parte dell'opinione pubblica. Se da un lato gli spettatori del 2026 erano già ben consapevoli e distanti dai meccanismi e dagli standard del programma dei primi anni Duemila, dall'altro i retroscena sullo show, le rivelazioni e le dichiarazioni di Tyra Banks hanno sicuramente gettato un'ombra più cupa di quanto si potesse pensare sia sulla trasmissione che sulla stessa top model.

L'accusa di Tyra, secondo quanto riporta "Variety", sarebbe quella secondo la quale la piattaforma streaming avrebbe manipolato le sue testimonianze.

Rivediamo qui il trailer della serie:

I motivi della causa per diffamazione di Tyra Banks a Netflix

Tyra Banks ha intentato una causa per diffamazione contro Netflix sostenendo che la sua lunga intervista per la docuserie "Reality Check: Inside America’s Next Top Model" sia stata tagliata e rimontata in modo da costruire una narrativa falsa e dannosa sul suo ruolo nello show.

Nella denuncia afferma che oltre tre ore e mezza di conversazione sarebbero state ridotte a circa 16 minuti, decontestualizzando le sue parole e omettendo i passaggi in cui si assumeva la responsabilità di alcune criticità del programma. In particolare, per far apparire invece che avesse ignorato consapevolmente un’aggressione sessuale subita da una concorrente e sfruttato il suo trauma per gli ascolti.

Su questo punto preciso, le accuse di Banks e i dettagli della causa, che cita, oltre a Netflix, le società di produzione coinvolte e i registi Mor Loushy e Daniel Sivan, sono stati riportati così da "Variety", che ha ottenuto la denuncia degli avvocati di Banks:

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La falsa narrazione costruita dai produttori – attraverso un montaggio selettivo, omissioni deliberate e una manipolazione chirurgica di filmati continui – includeva l'affermazione che la signora Banks avesse consapevolmente permesso che una concorrente venisse aggredita sessualmente nel suo programma, avesse sfruttato il trauma di quella concorrente per aumentare gli ascolti e poi non fosse nemmeno in grado di ricordarlo quando le veniva chiesto, si legge nella denuncia. Questa narrazione sulla signora Banks è una completa invenzione, che Netflix ha trasmesso in streaming a un pubblico globale di milioni di persone.

Il caso Shandi Sullivan nella causa di Tyra Banks contro Netflix

Nell'esposto contro Netflix, Banks segnala che il famoso "caso Shandi" sia uno dei più gravi esempi di questa presunta manipolazione della docuserie "Reality Check: Inside America’s Next Top Model".

Per chi non avesse visto o non ricordasse la vicenda, l'episodio cui si fa riferimento è la notte a Milano in cui l’ex concorrente della seconda edizione dello show, Shandi Sullivan, ha raccontato di essersi ubriacata fino al blackout e di essersi risvegliata con un modello sopra di lei: naturalmente molto provata, ha descritto nel programma l’accaduto come una violenza sessuale che la produzione avrebbe filmato senza intervenire.

Nella causa, Banks sostiene che i registi Mor Loushy e Daniel Sivan avrebbero montato la sua intervista ad hoc in modo da suggerire che non si ricordasse neppure la storia di Shandi: nella versione andata in onda, alla domanda “Ti ricordi la storia con Shandi?” si vede Tyra esitare e lo schermo andare a nero, mentre, secondo i legali, sarebbero stati tagliati il momento in cui annuisce e la frase “I do remember her story”, cambiando il senso della scena e dipingendola come insensibile e negligente rispetto all’aggressione subita dalla concorrente.

Si leggono queste parole, infatti, sempre su "Variety", dagli avvocati di Tyra:

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Nella serie Netflix, la signora Sullivan descrive l'evento come un'aggressione, un dettaglio che la signora Banks non aveva mai sentito prima e che non le era stato detto durante l'intervista. Avendo omesso questa informazione, la signora Loushy chiede alla signora Banks: 'Ricorda la storia con Shandi?'. L'episodio mostra la signora Banks che alza lo sguardo, dice 'ehm', e poi lo schermo diventa nero. L'implicazione è devastante e deliberata.
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