Chiara Guerra è stata uccisa con almeno 20 coltellate, più delle 16 ferite dichiarate dal nipote, reo confesso dell'omicidio avvenuto l'11 giugno 2026. Sono emersi i primi dettagli dall'ispezione cadaverica effettuata sul corpo dell'insegnante, ritrovato solo nella giornata di martedì 16 giugno, mentre galleggiava nelle acque del fiume Loncon, un affluente del Limene, dove era stato trascinato dalle correnti.
Si trovava a sette chilometri di distanza dal punto in cui sarebbe stato gettato, secondo quanto indicato dal presunto assassino.
La salma si trova presso l'obitorio dell'ospedale di Portogruaro (Venezia) per l'autopsia, che potrebbe rivelare ulteriori dettagli sul delitto e nuovi elementi a carico del 17enne.
Il medico legale Antonio Cirnelli ha riscontrato numerose coltellate, concentrate soprattutto tra collo e torace. Dall'esame sul corpo della donna sono emerse anche tracce di bruciature che indicherebbero come il giovane abbia tentato di dare alle fiamme il cadavere della zia, senza riuscirci. Quindi avrebbe deciso di gettarlo nel canale Malgher.
Oltre alla pelle, anche parte degli indumenti indossati dalla vittima risultava bruciata. Il corpo era inoltre alterato dalla permanenza in acqua.
L'autopsia sarà disposta nei prossimi giorni dalla procura per i minorenni di Trieste: il 17enne è accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Secondo gli investigatori, la docente avrebbe tentato di difendersi: sul corpo del ragazzo sarebbero presenti dei graffi, segni considerati compatibili con una possibile difesa della donna. Il ragazzo avrebbe inoltre riportato la frattura di una mano.
Proseguono intanto le indagini anche per ricostruire con esattezza il contesto in cui è maturato l'omicidio. Il giovane ha dichiarato di aver ucciso la zia dopo un suo rimprovero: da tempo c'erano dissidi e litigi tra la vittima e il fratello, padre del 17enne, per la gestione del ricco patrimonio familiare.
Resta però da chiarire se possa aver agito da solo, dall'omicidio fino al trasporto del cadavere senza che nessuno si accorgesse di nulla; e se si sia trattato di un raptus, oppure di un delitto premeditato.
Al momento non c'è ancora alcuna traccia né dell'arma usata per l'omicidio, né del cellulare di Chiara Guerra, che potrebbero fornire ulteriori dettagli utili alle indagini.
L'intera comunità di San Stino di Livenza è sotto shock per quanto accaduto. L'amministrazione comunale ha deciso di rinviare a data da destinarsi tutti gli eventi programmati per la settimana, in segno di rispetto.
"Chiara era una persona stimata, un'insegnante apprezzata e un punto di riferimento per generazioni di studenti. L'affetto che in queste ore le è stato testimoniato da colleghi, famiglie e ragazzi dimostra il segno profondo che ha lasciato nella nostra comunità" si legge sul post condiviso sull'account del comune.
"Un pensiero particolare va agli studenti dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini e a tutto il personale scolastico, chiamati ad affrontare un dolore difficile da comprendere e da elaborare. Come Amministrazione comunale siamo vicini a ciascuno di loro. In collaborazione con l'Ulss 4 Veneto Orientale sono già state attivate tutte le necessarie forme di sostegno e supporto psicologico, che resteranno a disposizione di studenti, insegnanti e di quanti ne sentiranno il bisogno".
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